L'Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, alza le stime di crescita dell'Italia.
Il Pil è previsto in aumento dello 0,6% quest'anno e dell'1,5% nel 2016 fino ad arrivare ad un aumento del 1,7% nell'ultimo trimestre dell'anno prossimo.
Anche grazie all'euro debole e ai prezzi del petrolio in calo, l'export dovrebbe aumentare del 3,4% quest'anno e del 5,1% nel 2016. La ripresa, che dovrebbe salire dello 0,4% nel 2015 e dell'1,1% nel 2016, sarà rafforzata dai consumi interni anche grazie alle esportazioni che continueranno a sostenere la crescita.
Gli investimenti fissi lordi, in calo l'anno scorso, dovrebbero ripartire con un incremento dell'1,6% quest'anno e dell'1,9% l'anno prossimo.
Il debito, quest'anno al 133,2% del Pil, dovrebbe iniziare a scendere al 132% nell'anno prossimo.
Il tasso di disoccupazione, 12,7% per l'anno 2015, rimarrà invariato ma dovrebbe iniziare a scendere nel 2016, mentre il tasso di occupazione sale.
Secondo l'Ocse, infatti, i segnali positivi sul fronte della crescita spingono nuove persone verso il mercato del lavoro. Questo anche grazie al processo di riforma avviato dal Governo, come il Jobs Act, capace di migliorare drasticamente il mercato del lavoro, ma, l'Ocse, insiste anche sull'importanza della nuova legge elettorale destinata a garantire stabilità e ridurre l'incertezza politica.
Il ministro dell'Economia ha commentato con soddisfazione l'analisi dell'Ocse e ha ribadito l'impegno del Governo ad andare avanti sul piano delle riforme (scuola, pubblica amministrazione e giustizia civile) escludendo il rischio di contagio greco.
Il rapporto semestrale dell'organizzazione, però, si sofferma anche sulle fragilità del sistema bancario evidenziando la sua incapacità a supportare gli investimenti privati, invitando a procedere alla creazione di un mercato secondario dei prestiti non performanti.
Ma se la situazione italiana e quella dell'area euro migliora, non si può dire lo stesso del resto del mondo.
Secondo l'Ocse, infatti, la crescita globale ha rivisto un ribasso del 3,1% e quella degli Usa del 2%.
fonte: Il Sole 24 Ore, 4 giugno 2015
www.elenacurrado.it
Il debito, quest'anno al 133,2% del Pil, dovrebbe iniziare a scendere al 132% nell'anno prossimo.
Il tasso di disoccupazione, 12,7% per l'anno 2015, rimarrà invariato ma dovrebbe iniziare a scendere nel 2016, mentre il tasso di occupazione sale.
Secondo l'Ocse, infatti, i segnali positivi sul fronte della crescita spingono nuove persone verso il mercato del lavoro. Questo anche grazie al processo di riforma avviato dal Governo, come il Jobs Act, capace di migliorare drasticamente il mercato del lavoro, ma, l'Ocse, insiste anche sull'importanza della nuova legge elettorale destinata a garantire stabilità e ridurre l'incertezza politica.
Il ministro dell'Economia ha commentato con soddisfazione l'analisi dell'Ocse e ha ribadito l'impegno del Governo ad andare avanti sul piano delle riforme (scuola, pubblica amministrazione e giustizia civile) escludendo il rischio di contagio greco.
Il rapporto semestrale dell'organizzazione, però, si sofferma anche sulle fragilità del sistema bancario evidenziando la sua incapacità a supportare gli investimenti privati, invitando a procedere alla creazione di un mercato secondario dei prestiti non performanti.
Ma se la situazione italiana e quella dell'area euro migliora, non si può dire lo stesso del resto del mondo.
Secondo l'Ocse, infatti, la crescita globale ha rivisto un ribasso del 3,1% e quella degli Usa del 2%.
fonte: Il Sole 24 Ore, 4 giugno 2015
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