Rassegna stampa

giovedì 26 giugno 2014

La Previdenza Complementare

Il passaggio dal metodo retributivo (che parametrava la pensione all'ultimo stipendio percepito) a quello contributivo (calcolato in base all'ammontare dei contributi versati) ha fatto si che i tassi di sostituzione, cioè il rapporto tra l'ultima retribuzione e la prima prestazione pensionistica, delle pensioni obbligatorie si siano notevolmente ridotti.
Occorre, quindi, integrare la pensione obbligatoria con una previdenza complementare cosi da garantirsi un tenore di vita adeguato alle proprie esigenze anche dopo il pensionamento.
Ma che cosa si intende per previdenza complementare?
Previdenza complementare significa accantonare regolarmente una parte dei propri risparmi durante la vita lavorativa cosi da ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dalla previdenza obbligatoria.
Essa si basa sul regime della contribuzione definita, pertanto l'ammontare della posizione individuale dipende dall'importo dei contributi versati alla forma pensionistica complementare, la durata del periodo del versamento e il rendimento ottenuto con l'investimento sui mercati finanziari dei contributi versati.

fonte: www.covip.it Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

Cessione del Quinto

Si parla di cessione del quinto quando, alla banca del dipendente di azienda privata, viene messo a disposizione come garanzia del prestito il TFR accantonato dal dipendente.
Alla stipula del contratto, infatti, il lavoratore dovrà firmare una dichiarazione di vincolo al TFR cosicchè se il lavoratore  perde il posto di lavoro il TFR verrà versato alla banca fino alla copertura del debito.

lunedì 23 giugno 2014

Anticipazione del TFR

Quando un lavoratore dipendente ha maturato otto anni di anzianità presso la stessa azienda può richiedere al datore di lavoro un'anticipo fino al 70% sul TFR accantonato. Questo anticipo, però, può essere richiesto solo per spese documentate quali:
  • spese sanitarie, per terapie ed interventi straordinari;
  • acquisto della prima casa di abitazione per sè o per i propri figli;
  • spese da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi parentali (maternità e paternità);
  • spese per congedi di formazione.
Per i dipendenti pubblici o statali, invece, non è possibile richiedere un'anticipazione sul TFS (TFR).

www.elenacurrado.it

venerdì 20 giugno 2014

Dove può essere accontonato il TFR

Il TFR del lavoratore dipendente di un'azienda privata può essere accantonato:
  • presso l'Azienda stessa o presso il fondo nazionale INPS e in questi casi il capitale si rivaluta negli anni al tasso del 1,5% fisso più il 75% dell'inflazione registrata nell'anno;
  • presso un Fondo di Previdenza Integrativa Aperta;
  • presso un Fondo di Previdenza Integrativa di Categoria;
  • o sia presso un Fondo di Previdenza Integrativa Aperta sia di Categoria ed in questo caso il capitale ha un tasso di rivalutazione che è soggetto all'andamento del mercato monetario e finanziario.
Per i lavoratori dipendenti si un azienda pubblica o statale, invece, il TFR viene accantonato presso l'INDAP e prende il nome di TFS (Trattamento di Fine Servizio).

mercoledì 18 giugno 2014

TFR: Trattamento di Fine Rapporto

Il TFR o Trattamento di Fine Rapporto è una somma che il lavoratore subordinato percepisce quando cessa un rapporto di lavoro per una qualunque causa, dal licenziamento, alle dimissioni, al pensionamento.
Esso si determina accantonando per ciascun anno di lavoro una quota pari al 13,5 della retribuzione lorda. Gli importi accantonati sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito 
A garanzia del TFR vi è un fondo istituito presso l'INPS, il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto, il quale ha lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro, in caso di insolvenza, nel pagamento del trattamento di fine rapporto.

fonti www.wikipedia.org, www.inps.it
        

lunedì 16 giugno 2014

SICAV e Polizza Puro Rischio

Le SICAV, Società Investimento a Capitale Variabile, sono società per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto l'investimento collettivo raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni.

La polizza puro rischio è una polizza di assicurazione che paga un capitale ai beneficiari in caso di morte.

fonte: www.wikipedia.org

Le CACs

Il 1° gennaio 2013 è entrata in vigore una nuova norma che accompagna l'emissione di titoli del debito pubblico, le CACs, Clausole Azione Collettive.
Queste CACs sono già previste nel trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), si tratta di un fondo salva-stati e a cui l'Italia ha aderito nel settembre del 2012.
Ma che cosa sono le CACs?
Le CACs danno la possibilità, ad uno Stato che versa in condizioni di crisi, di ricontrattare interessi, scadenze, rimborso cedole e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. 
Gli accordi europei, però, prevedono che l'emissione dei titoli di debito pubblico con le CACs non sia superiore al 45% del totale emesso in un anno.
Con le CACs, quindi, i titoli di Stato, BOT e BTP, non sono più garantiti dallo Stato stesso in quanto gli accordi precedentemente presi si potranno rinegoziare.

venerdì 13 giugno 2014

Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, costituito nel 1987, è un consorzio obbligatorio di diritto privato riconosciuto dalla Banca d'Italia.
Il suo scopo è quello di garantire i depositanti delle banche consorziate.
Tutte le banche italiane aderiscono al FITD ad eccezione di quelle di credito cooperativo, le quali aderiscono ad un apposito fondo.
Le succursali delle banche facenti parte dell'EU operanti in Italia possono aderire al fondo cosi da integrare la tutela offerta dal sistema di garanzia dello stato di appartenenza.
Per le succursali di banche extracomunitarie, invece, c'è l'obbligo di adesione salvo che non partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente.

fonti www.fitd.it, www.wikipedia.org
        
www.elenacurrado.it

martedì 10 giugno 2014

Il Conto Deposito

Oltre al conto corrente esiste un'altro tipo di conto: il conto deposito.
Esso si differenzia dal c/c per il fatto che è un conto con funzionalità limitate, cioè il suo unico scopo è quello di fruttare interessi sul patrimonio. questo tipo di conto, a sua volta, può essere di due tipi: il conto deposito libero e il conto deposito vincolato.
Il primo è un conto con il quale  la banca si obbliga a restituire il capitale al cliente nel momento in cui esso lo richieda mentre il deposito vincolato il cliente potrà richiedere il denaro solo ad una certa data. Generalmente la durata di un conto deposito va dai 18 mesi ai 5 anni e anch'esso è coperto fino a 100 mila euro dal Fondo Interbancario a Tutela dei Depositi.

venerdì 6 giugno 2014

Bce: il Piano Draghi contro la Deflazione

La banca centrale europea, ieri 5 giugno 2014, ha varato quattro misure per cercare di affrontare la mancata crescita dell'euro zona e il nuovo peggioramento dell'inflazione oltre alla paralisi del credito.
Mario Draghi, presidente della Bce, non ha comunque escluso ulteriori interventi "se ce ne sarà la necessità".
Il piano Draghi prevede:
  • tasso di riferimento dell'area euro è passato dallo 0,25% allo 0,15% (manovra già attesa dai mercati);
  • taglio dei tassi d'interesse sui depositi overnight delle banche presso la Bce è per la prima volta negativo (tasso applicato alle banche che depositano fondi alla Bce -0,10%). Il tasso negativo sui depositi dovrebbe incentivare le banche a mettere in circolazione il denaro favorendo il ribasso dell'euro;
  • Il Tltro è l'elemento centrale del pacchetto di misure annunciate ieri. L'iniezione di liquidità alle banche è finalizzata alla concessione di prestiti all'economia reale ovvero prestiti a imprese e famiglie (escludendo i mutui, per evitare bolle immobiliari, e lasciando fuori l'acquisto di titoli di stato come avvenne con Ltro).
  • La Bce si appresta ad acquistare titoli cartolarizzati (Asset Backed Securities) basati su prestiti al settore privato dell'euro zona sempre per far ripartire il credito.
Dal pacchetto di misure manca soltanto lo strumento più incisivo della politica monetaria il QE, un allentamento monetario con la quale la Bce si pone come acquirente di titoli di stato con denaro creato ex novo col fine di incentivare la crescita economica.

Draghi è fiducioso, le misure annunciate hanno l'obiettivo di riportare l'inflazione verso il 2% (rilevazione di maggio eurozona inflazione 0,5%).

Il Conto Corrente

Il conto corrente (c/c) è un contratto tra la banca e il cliente attraverso il quale la banca custodisce e gestisce i risparmi del cliente fornendo una serie di servizi.
I principali servizi offerti dalla banca sono: bancomat, carta di credito, carta prepagata, libretto assegni, bonifici, accredito dello stipendio, domiciliazione delle bollette, ecc...
Il conto corrente può essere intestato ad un solo soggetto o avere più intestatari.
L'identificazione del conto corrente, in Italia, avviene attraverso l'IBAN composto dal codice ISO 3166-1 dello Stato (IT), dal codice identificativo bancario (ABI-CAB) e dal numero di c/c.
A tutela dei conti correnti troviamo il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi il quale salvaguardia ogni intestatario fino ad un massimo di 100 mila euro.

martedì 3 giugno 2014

Tutela del Patrimonio dei Fondi e Rischi dell'Investimento

Il patrimonio dei fondi è sempre tutelato perchè è distinto da quello delle Sgr che lo amministra.
Il portafoglio è inoltre custodito da un soggetto distinto, la cosiddetta banca depositaria, che verifica-come una specie di notaio-che le operazioni di compravendita siano conformi al regolamento del fondo e alle norme vigenti. In ogni momento e in ogni situazione, quindi anche in caso di fallimento della Sgr o della banca, le quote del fondo restano al sicuro e di esclusiva proprietà dei risparmiatori.

I rischi e le opportunità dell'investimento in un fondo sono legati all'andamento dei mercati finanziari e dei titoli che il fondo ha acquistato. Se si tratta di azioni, il rischio (ma anche la possibilità di guadagno) è maggiore. Se si tratta di titoli di stato e obbligazioni, rischio e possibilità di guadagno sono minori.

Il fondo è lo strumento ideale per limitare al massimo i rischi. I gestori, infatti, investono in decine e spesso centinaia di titoli diversi, riducendo al minimo le perdite causate dal fallimento o dal cattivo andamento di una singola società. Questa strategia si chiama diversificazione. Mettiamo il caso del grande crac di una singola impresa: il valore dei suoi titoli, azioni o obbligazioni, si riduce a zero e per i risparmiatori che li hanno comprati in proprio è un disastro totale. Essi, infatti, si ritrovano in mano carta straccia. Ma per i fondi che hanno quel titoli in portafoglio le conseguenze sul rendimento annuo sono assolutamente minime: un solo titolo in perdita, su cento o più titoli, incide pochissimo.


fonte ASSOGESTIONI