Rassegna stampa

martedì 7 marzo 2017

L'Italia apre le porte ai PIR

Presto entreranno nell'offerta delle Sgr e nei portafogli degli italiani anche i Pir.
I Pir, sono dei Piani di Risparmio a lungo termine cioè un contenitore fiscale all'interno del quale i risparmiatori possono collocare qualsiasi tipologia di strumento finanziario, dalle azioni, obbligazioni, ecc, a somme di denaro liquide purché si rispettino determinati vincoli di investimento.
I Pir italiani dovranno essere investiti per almeno il 70% in strumenti finanziari di aziende italiane quotate. Di questo 70%, il 30% deve essere composto da società non presenti nel Ftse-Mib, in modo da far affluire denaro su aziende anche medio-piccole.
Questo sarà un trasferimento diretto di sostegno e liquidità all'economia reale. L'effetto è che se cresceranno queste piccole imprese, che costituiscono l'ossatura dell'industria italiana, il Paese cresce.
I vantaggi di questo strumento sono la diversificazione in asset class e un incentivo fiscale, l'esenzione da tassazione dei redditi generati dall'investimento, a patto che sia detenuto per almeno cinque anni.
Questo vincolo di detenzione serve a garantire alle imprese continuità della linea di liquidità e a evitare speculazioni diversificando correttamente il rischio.

venerdì 22 aprile 2016

Da Promotore a Consulente Finanziario

A partire da quest'anno la figura conosciuta fino ad oggi come promotore finanziario si trasformerà in Consulente Finanziario abilitato all'offerta fuori sede.
Mentre il legislatore individuava i  promotori finanziari come promotori di una vendita di prodotti finanziari, i Consulenti sono professionisti che offrono un servizio di consulenza, anche a domicilio, così da avvicinare sempre di più le persone all’Educazione Finanziaria.
Il 23 marzo 2016, infatti, la Consob ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’insieme di modifiche che regolamentano questa professione.
E’ stato istituito anche un nuovo albo “Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari" o “OCF” con il sito www.organismocf.it registrato ufficialmente il 3 febbraio 2016.
Questo nuovo organismo ha il compito, attualmente svolto dalla Consob, di controllo, sorveglianza ed eventuale applicazione di sanzioni ai propri iscritti.

giovedì 24 settembre 2015

Assicurazione Vita: le Polizze Unit Linked

Le polizze unite linked sono contratti in cui l'entità del capitale assicurato dipende dall'andamento del valore delle quote di fondi di investimento interni o esterni in cui vengono investiti i premi versati, dai quali vengono dedotti i caricamenti, il costo per la copertura caso morte, eventuali coperture accessorie e le commissioni di gestione. In questo tipo di contratto, prima di scegliere in quale fondo di investimento investire, bisogna tener conto del proprio profilo di rischio, inoltre è consentito trasferire le somme accumulate da un fondo all'altro, switch, pagando eventualmente una commissione.
Anche questo prodotto può offrire una garanzia di capitale o rendimento minimo.
Essendo le polizze unit linked e index ad alto contenuto finanziario, nel caso in cui il valore della polizza si riduce di oltre il 30% rispetto al valore dei premi investiti, la compagnia dovrà inviare al cliente una comunicazione che indica l'ammontare delle perdite entro 10 giorni e ogni qual volta si verifichino ulteriori perdite pari o superiori al 10%.
Per limitare tali rischi, però, l'IVASS ha dettato rigorose deposizioni stabilendo limiti per i soggetti emittenti e obblighi di diversificazione e dispersione del rischio per singolo fondo.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

giovedì 17 settembre 2015

Assicurazioni Vita: le Polizze Index

Le polizze index sono dei contratti in cui le prestazioni sono collegate ad un indice azionario o ad altro valore di riferimento. Per tutelare i contraenti di tali polizze, l'IVASS ha introdotto una disciplina che prevede che il rischio di insolvenza delle società che hanno emesso i titoli a cui sono agganciate le prestazioni assicurative resti a carico della compagnia. Inoltre sono assoggettate alla disciplina del Testo Unico dell'Intermediazione Finanziaria (TUF).
Il capitale che si può ottenere da questa tipo di contratto è soggetto alle oscillazioni dell'indice o del titolo di riferimento che nei contratti di breve durata può risentire di cicli economici negativi, può, però, anche offrire delle garanzie, come la restituzione dell'importo dei premi investiti oppure un capitale minimo a scadenza, sia in caso di morte che di morte dell'assicurato.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la vigilanza sulle Assicurazioni

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martedì 15 settembre 2015

Pensioni, secondo ritocco dei coefficienti di trasformazione

Il ministero del Lavoro ha reso noti i nuovi coefficienti di trasformazione che si applicano sul montante contributivo versato dai lavoratori e rivalutato in base alle percentuali stabilite dall'Istat ogni anno.
Questi coefficienti prendono i contributi e li trasformano in pensione e sono più o meno alti in base all'età del soggetto e all'andamento della speranza di vita.
Più l'età si allunga, più si riducono, in quanto più a lungo il lavoratore sta in pensione.
I coefficienti per il triennio 2016-2018 saranno più piccoli rispetto a quelli applicati nel triennio 2013-2015, dal momento che nel frattempo sarà aumentata la speranza di vita degli italiani.
Questa è la seconda riduzione dopo quella durata dal 1996 al 2012.
L'attuale tabella dei coefficienti va dai 57 ai 70 anni.
Fino a 57 anni si passa dal 4.304% al 4.246%, a 66 anni si va dal 5.624% al 5.506% e a 70 anni si scende dal 6.541% al 6.378%.
Ad esempio se una persona ha versato all'Inps complessivamente 330 mila euro di contributi nell'arco della sua vita lavorativa se chiederà la pensione a 57 anni la quota annuale passerà dai 14.200 euro ai 14.000 euro, se la chiederà a 66  anni scenderà da 18.500 a 18.150 euro mentre la chiederà a 70 anni passerà da 21.600 a 21.000 euro.
Le differenze sono modeste, ma esse incideranno su tutte le  rate future  e fanno seguito a continue riduzioni che incidono quasi ogni anno sulle tasche degli italiani.
Chi ha raggiunto o raggiungerà il diritto alla pensione entro quest'anno e vuole evitare i nuovi coefficienti il termine ultimo per presentare la domanda è il 30 novembre per i lavoratori del settore privato e il 30 dicembre per i lavoratori del settore pubblico.


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