Rassegna stampa

martedì 7 marzo 2017

L'Italia apre le porte ai PIR

Presto entreranno nell'offerta delle Sgr e nei portafogli degli italiani anche i Pir.
I Pir, sono dei Piani di Risparmio a lungo termine cioè un contenitore fiscale all'interno del quale i risparmiatori possono collocare qualsiasi tipologia di strumento finanziario, dalle azioni, obbligazioni, ecc, a somme di denaro liquide purché si rispettino determinati vincoli di investimento.
I Pir italiani dovranno essere investiti per almeno il 70% in strumenti finanziari di aziende italiane quotate. Di questo 70%, il 30% deve essere composto da società non presenti nel Ftse-Mib, in modo da far affluire denaro su aziende anche medio-piccole.
Questo sarà un trasferimento diretto di sostegno e liquidità all'economia reale. L'effetto è che se cresceranno queste piccole imprese, che costituiscono l'ossatura dell'industria italiana, il Paese cresce.
I vantaggi di questo strumento sono la diversificazione in asset class e un incentivo fiscale, l'esenzione da tassazione dei redditi generati dall'investimento, a patto che sia detenuto per almeno cinque anni.
Questo vincolo di detenzione serve a garantire alle imprese continuità della linea di liquidità e a evitare speculazioni diversificando correttamente il rischio.