Rassegna stampa

giovedì 24 settembre 2015

Assicurazione Vita: le Polizze Unit Linked

Le polizze unite linked sono contratti in cui l'entità del capitale assicurato dipende dall'andamento del valore delle quote di fondi di investimento interni o esterni in cui vengono investiti i premi versati, dai quali vengono dedotti i caricamenti, il costo per la copertura caso morte, eventuali coperture accessorie e le commissioni di gestione. In questo tipo di contratto, prima di scegliere in quale fondo di investimento investire, bisogna tener conto del proprio profilo di rischio, inoltre è consentito trasferire le somme accumulate da un fondo all'altro, switch, pagando eventualmente una commissione.
Anche questo prodotto può offrire una garanzia di capitale o rendimento minimo.
Essendo le polizze unit linked e index ad alto contenuto finanziario, nel caso in cui il valore della polizza si riduce di oltre il 30% rispetto al valore dei premi investiti, la compagnia dovrà inviare al cliente una comunicazione che indica l'ammontare delle perdite entro 10 giorni e ogni qual volta si verifichino ulteriori perdite pari o superiori al 10%.
Per limitare tali rischi, però, l'IVASS ha dettato rigorose deposizioni stabilendo limiti per i soggetti emittenti e obblighi di diversificazione e dispersione del rischio per singolo fondo.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

giovedì 17 settembre 2015

Assicurazioni Vita: le Polizze Index

Le polizze index sono dei contratti in cui le prestazioni sono collegate ad un indice azionario o ad altro valore di riferimento. Per tutelare i contraenti di tali polizze, l'IVASS ha introdotto una disciplina che prevede che il rischio di insolvenza delle società che hanno emesso i titoli a cui sono agganciate le prestazioni assicurative resti a carico della compagnia. Inoltre sono assoggettate alla disciplina del Testo Unico dell'Intermediazione Finanziaria (TUF).
Il capitale che si può ottenere da questa tipo di contratto è soggetto alle oscillazioni dell'indice o del titolo di riferimento che nei contratti di breve durata può risentire di cicli economici negativi, può, però, anche offrire delle garanzie, come la restituzione dell'importo dei premi investiti oppure un capitale minimo a scadenza, sia in caso di morte che di morte dell'assicurato.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la vigilanza sulle Assicurazioni

www.elenacurrado.it

martedì 15 settembre 2015

Pensioni, secondo ritocco dei coefficienti di trasformazione

Il ministero del Lavoro ha reso noti i nuovi coefficienti di trasformazione che si applicano sul montante contributivo versato dai lavoratori e rivalutato in base alle percentuali stabilite dall'Istat ogni anno.
Questi coefficienti prendono i contributi e li trasformano in pensione e sono più o meno alti in base all'età del soggetto e all'andamento della speranza di vita.
Più l'età si allunga, più si riducono, in quanto più a lungo il lavoratore sta in pensione.
I coefficienti per il triennio 2016-2018 saranno più piccoli rispetto a quelli applicati nel triennio 2013-2015, dal momento che nel frattempo sarà aumentata la speranza di vita degli italiani.
Questa è la seconda riduzione dopo quella durata dal 1996 al 2012.
L'attuale tabella dei coefficienti va dai 57 ai 70 anni.
Fino a 57 anni si passa dal 4.304% al 4.246%, a 66 anni si va dal 5.624% al 5.506% e a 70 anni si scende dal 6.541% al 6.378%.
Ad esempio se una persona ha versato all'Inps complessivamente 330 mila euro di contributi nell'arco della sua vita lavorativa se chiederà la pensione a 57 anni la quota annuale passerà dai 14.200 euro ai 14.000 euro, se la chiederà a 66  anni scenderà da 18.500 a 18.150 euro mentre la chiederà a 70 anni passerà da 21.600 a 21.000 euro.
Le differenze sono modeste, ma esse incideranno su tutte le  rate future  e fanno seguito a continue riduzioni che incidono quasi ogni anno sulle tasche degli italiani.
Chi ha raggiunto o raggiungerà il diritto alla pensione entro quest'anno e vuole evitare i nuovi coefficienti il termine ultimo per presentare la domanda è il 30 novembre per i lavoratori del settore privato e il 30 dicembre per i lavoratori del settore pubblico.


www.elenacurrado.it

venerdì 11 settembre 2015

Bail-in: in caso di dissesto bancario potranno pagare anche i correntisti

E' arrivato il primo via libera del Consiglio dei ministri per rendere operativa,  dal prossimo primo gennaio 2016, la direttiva europea sulle risoluzioni delle crisi bancarie, cuore dell'Unione bancaria e strumento per evitare nuove crisi finanziarie.
Il pacchetto prevede in particolare l'introduzione del bail-in o salvataggio interno, la norma che consentirà alla Banca d'Italia, in caso di fallimento di un istituto, di coinvolgere azionisti, obbligazionisti e, se necessario, anche i correntisti con depositi superiori ai cento mila euro.
Dopo il voto di ieri ci sarà un nuovo passaggio parlamentare e, solo successivamente, l'ok definitivo del governo.
Nello scenario peggiore, la Banca d'Italia e la Bce potranno imporre anche l'uso del capitale a copertura delle perdite. Se nemmeno questo bastasse, e se non bastassero nemmeno interventi tampone da parte dei commissari, come ad esempio la cessione di qualche attività, per evitare la liquidazione le autorità di vigilanza potranno chiamare in causa gli azionisti, obbligazionisti e infine i correntisti sopra i cento mila euro, non protetti dal Fondo di garanzia dei depositi.
 
 
 
 

giovedì 10 settembre 2015

Assicurazioni Vita: i Principali Tipi di Contratti Vita

I contratti di assicurazione sulla vita devono rispondere principalmente alle esigenze del contraente.
Se si vuole salvaguardare la famiglia da problemi finanziari in caso di decesso bisogna scegliere un assicurazione per il caso morte che, al verificarsi dell'evento assicurato entro la scadenza del contratto, prevede il pagamento di un capitale mentre nel contratto a vita intera il pagamento del capitale avviene alla morte dell'assicurato, indipendentemente dal momento nel quale essa si verifica.
Se, invece, ci si vuol garantire una pensione integrativa ci si deve indirizzare verso forme pensionistiche individuali o verso prodotti di rendita vitalizia che prevedono il pagamento di un capitale o di una rendita in caso di sopravvivenza dell'assicurato alla scadenza del contratto.
Si può anche optare per un prodotto con un più alto contenuto finanziario come un contratto di capitale differito o di capitalizzazione, con il quale l'impresa di assicurazione si impegna a pagare una determinata somma di denaro dopo un certo numero di anni a fronte del pagamento di premi unici o periodici, o una polizza index o unit linked. La caratteristica principale di queste polizze a contenuto finanziario è che le somme dovute dalla compagnia non dipendono dal verificarsi di eventi attinenti la vita dell'assicurato.
Infine ci sono le assicurazioni miste, forme intermedie che puoi sottoscrivere se vuoi crearti una disponibilità finanziaria ad una certa data e al tempo stesso vuoi tutelare la tua famiglia da problemi finanziari in caso di decesso, queste coperture prevedono il pagamento al beneficiario di un capitale sia in caso di sopravvivenza che in caso di morte dell'assicurato nel corso del contratto.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

giovedì 3 settembre 2015

Assicurazioni Vita: i Soggetti Coinvolti in un Contratto Vita

I soggetti coinvolti in un contratto vita sono:
  • il contraente, colui che stipula il contratto di assicurazione, paga i premi e ha la facoltà di esercitare tutti i diritti propri del contratto (riscatto della polizza, modifica del beneficiario);
  • l'assicurato, la persona fisica sulla cui vita è stipulato il contratto. Se diverso dal contraente,l'assicurato deve firmare per accettazione il contratto qualora si tratti di garanzia per il caso morte;
  • il beneficiario, la persona designata dal contraente a ricevere le somme assicurate. La designazione può essere effettuata nel contratto o con successiva dichiarazione scritta all'impresa di assicurazione o per testamento.
fonte: www.ivass.it Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

giovedì 27 agosto 2015

Assicurazioni Vita: Rischio e Protezione

Perché assicurarsi? Perché l'attività umana è caratterizzata dall'incertezza, molti eventi futuri possono condizionare il corso della vita (spese mediche improvvise, condizioni economiche o eventi spiacevoli).
Fin dall'antichità l'uomo ha sentito il bisogno di trovare forme di protezione e garanzia e quindi di assicurazione.
L'assicurazione trovò spazio prima nell'agricoltura, poi nel trasporto elle merci via mare, per difendersi dalla pirateria e in seguito, soprattutto nei paesi del Nord, cominciarono a prender forma le prime assicurazioni sulla vita.
La caratteristica principale della'assicurazione è da sempre la mutualità, ovvero l'operazione di trasferimento di un rischio individuale su una collettività attraverso la ripartizione dello stesso rischio tra più soggetti. Le conseguenze dannose degli eventi vengono trasferite all'assicurazione in cambio di un corrispettivo, un premio molto inferiore al costo che, da solo, il singolo dovrebbe sopportare.


fonte: www.ivass.it Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

giovedì 20 agosto 2015

Assicurazioni Vita: Riscatto, Riduzione, Riattivazione

Il riscatto consiste nel diritto del contraente di interrompere anticipatamente il rapporto assicurativo e di ottenere un capitale dall'impresa di assicurazione.
Per i contratti a premio annuo, il riscatto è previsto solo dopo il termine previsto dalla polizza, mentre per quelli a premio unico, il riscatto è previsto solo dopo un anno dalla decorrenza del contratto. A seconda del contratto sono previsti anche riscatti parziali. 
Il valore di riscatto, però, può essere inferiore all'ammontare dei premi pagati o addirittura pari a zero se le annualità di premio pagate non raggiungono il numero sufficiente per avere diritto al riscatto.

La riduzione consiste nella sospensione del pagamento dei premi annui successivi al primo. In tal caso il contratto rimane in vigore fino alla scadenza, per un capitale proporzionalmente ridotto rispetto a quello iniziale, determinato tenendo conto dei soli premi effettivamente pagati rispetto a quelli stabiliti nel contratto.
Il capitale ridotto si rivaluta annualmente e verrà liquidato alla scadenza del contratto.

La riattivazione è la facoltà del contraente di riprendere il versamento dei premi annui dopo un periodo di sospensione del pagamento degli stessi. La riattivazione avviene mediante il versamento delle rate del premio non pagate maggiorate degli interessi.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

www.elenacurrado.it

giovedì 13 agosto 2015

Assicurazioni Vita: Quientanza

La quietanza è la prova che attesta l'avvenuto pagamento del premio e può essere costituita dalla ricevuta rilasciata su carta intesta dall'impresa di assicurazione o dall'estratto si conto corrente bancario comprovante l'accredito all'impresa di assicurazione o anche la ricevuta del pagamento tramite conto corrente postale, in cui dovrà essere esplicitata la causale.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

www.elenacurrado.it

giovedì 6 agosto 2015

Assicurazioni Vita: i Mezzi di Pagamento del Premio di Assicurazione

Il pagamento del premi di assicurazione può essere effettuato con diverse modalità:

  • assegno bancario, postale o circolare intestato all'impresa o all'intermediario;
  • ordini di bonifico;
  • altri mezzi di pagamento bancario o postale;
  • sistemi di pagamento elettronico.
Vi è il divieto di pagare i premi di una polizza vita con denaro contante.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

giovedì 30 luglio 2015

Assicurazioni Vita: da chi ti puoi assicurare

La stipula di un contratto di assicurazione può avvenire o presso le imprese di assicurazione o tramite gli intermediari iscritti nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi.
Le imprese di assicurazione italiane ed estere devono essere autorizzate e abilitate ad operare dall'IVASS, Istituto Nazionale  per la Vigilanza sulle Assicurazioni, i quali elenchi sono disponibili anche sul sito internet dell'IVASS nell'apposito albo.
Il collocamento di un contratto di assicurazione vita può avvenire anche attraverso intermediari assicurativi che prestano assistenza e consulenza. Tali intermediari assicurativi, iscritti nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi, sono gli agenti, i broker, i produttori diretti delle imprese, gli intermediari finanziari, le SIM, le banche e gli uffici postali.
Un contratto, però, può essere stipulato anche a distanza (tele marketing o Internet) e in questo caso al cliente dovranno essere forniti  le informazioni precontrattuali e i documenti come in un istituto di assicurazione.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale di Vigilanza sulle Assicurazioni

giovedì 23 luglio 2015

Assicurazioni Vita: le Polizza Rivalutabili

Questi tipi di polizze prevedono una rivalutazione annuale del capitale assicurato o della rendita, mediante riconoscimento alla polizza stessa di una parte degli utili finanziari realizzati dalla gestione separata.
Per queste polizze si possono pagare premi unici, ricorrenti o annui.
I premi annui possono essere costanti, il capitale o la rendita crescono soltanto in funzione dei rendimenti conseguiti dalla gestione separata e riconosciuti al contraente in base alle condizioni contrattuali, o rivalutabili, il capitale o la rendita assicurati crescono di anno in anno anche in funzione della rivalutazione del premio.
In alcuni casi, le condizioni delle polizze rivalutabili, possono prevedere la possibilità di mantenere il primo costante a partire dalla data di richiesta della stabilizzazione fino alla scadenza del contratto, oppure il rifiuto o la limitazione, in un determinato anno, dell'incremento del premio. Gli elementi che contraddistinguono un contratto rivalutabile sono: 

  • il tasso tecnico, cioè il tasso di interesse fisso riconosciuto dall'impresa, una specie di rendimento anticipato riconosciuto al contraente al momento del pagamento del premio, 
  • il tasso di interesse garantito, che corrisponde al rendimento minimo garantito al contraente indipendentemente dall'andamento della gestione separata,
  • l'aliquota di retrocessione, è la percentuale del rendimento realizzato dalla gestione separata con cui sono investiti i premi, che l'impresa riconosce al contraente,
  • il consolidamento delle prestazioni, gli interessi realizzati annualmente dalla data gestione separata vengono retrocessi e acquisiti dal contraente indipendentemente dall'andamento degli investimenti negli anni successivi.
fonte: www.ivass.it Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

mercoledì 17 giugno 2015

Previsioni Ocse: crescita Pil in Italia

L'Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, alza le stime di crescita dell'Italia.
Il Pil è previsto in aumento dello 0,6% quest'anno e dell'1,5% nel 2016 fino ad arrivare ad un aumento del 1,7% nell'ultimo trimestre dell'anno prossimo.
Anche grazie all'euro debole e ai prezzi del petrolio in calo, l'export dovrebbe aumentare del 3,4% quest'anno e del 5,1% nel 2016. La ripresa, che dovrebbe salire dello 0,4% nel 2015 e dell'1,1% nel 2016, sarà rafforzata dai consumi interni anche grazie alle esportazioni che continueranno a sostenere la crescita. 
Gli investimenti fissi lordi, in calo l'anno scorso, dovrebbero ripartire con un incremento dell'1,6% quest'anno e dell'1,9% l'anno prossimo.
Il debito, quest'anno al 133,2% del Pil, dovrebbe iniziare a scendere al 132% nell'anno prossimo.
Il tasso di disoccupazione,  12,7% per l'anno 2015, rimarrà invariato ma dovrebbe iniziare a scendere nel 2016, mentre il tasso di occupazione sale.
Secondo l'Ocse, infatti, i segnali positivi sul fronte della crescita spingono nuove persone verso  il mercato del lavoro. Questo anche grazie al processo di riforma avviato dal Governo, come il Jobs Act, capace di migliorare drasticamente il mercato del lavoro, ma, l'Ocse, insiste anche sull'importanza della nuova legge elettorale destinata a garantire stabilità e ridurre l'incertezza politica.
Il ministro dell'Economia ha commentato con soddisfazione l'analisi dell'Ocse e ha ribadito l'impegno del Governo ad andare avanti sul piano delle riforme (scuola, pubblica amministrazione e giustizia civile) escludendo il rischio di contagio greco.
Il rapporto semestrale dell'organizzazione, però, si sofferma anche sulle fragilità del sistema bancario evidenziando la sua incapacità a supportare gli investimenti privati, invitando a procedere alla creazione di un mercato secondario dei prestiti non performanti.
Ma se la situazione italiana e quella dell'area euro migliora, non si può dire lo stesso del resto del mondo.
Secondo l'Ocse, infatti, la crescita globale ha rivisto un ribasso del 3,1% e quella degli Usa del 2%.


fonte: Il Sole 24 Ore, 4 giugno 2015

www.elenacurrado.it



mercoledì 1 aprile 2015

L' Importanza di Investire nel Lungo Periodo

Stiamo vivendo in un periodo di trasformazione sociale non solo finanziario. L'aspettativa di vita si allunga, il mondo del lavoro e della previdenza sono in continuo cambiamento. 
Per queste ragioni è importante investire nel lungo termine, bisognerà, quindi, rivedere il nostro modo di concepire il risparmio e l'investimento. 
Se il patrimonio e il risparmio di ognuno di noi sono correttamente gestiti, possono essere le basi su cui costruire le nostre certezze e il futuro, nostro e della nostra famiglia.
Per poter mantenere il nostro tenore di vita, garantire l'istruzione ai nostri figli o avere progetti d concretizzare è necessario pensare con un'ottica di lungo periodo per poter concretamente realizzare i nostri progetti e obiettivi. 
L'orizzonte temporale più lungo permette di diversificare il portafoglio anche su asset class a maggior rischio, in grado di generare rendimenti maggiori sul lungo termine.
Questo significa svincolarsi dai movimenti di mercato di breve e liberarci dalla scelta relativa al momento in cui investire o disinvestire.
Le persone hanno difficoltà nel focalizzarsi concretamente sul proprio futuro, esistono delle barriere che le rendono incapaci di immaginare e pianificare il proprio futuro. Questo si traduce in una mancanza di obiettivi e, quindi, di progettualità.
Le regole per avere un investimento efficace ed efficiente sono quelle di avvalersi di un buon consulente che capisca le esigenze dell'investitore e suggerisca le corrette soluzioni d'investimento, in linea con obiettivi e bisogni e soprattutto che valuti il suo profilo di rischio.
Per poter incentivare il risparmio a lungo termine occorre investire nell'educazione finanziaria per diffondere la cultura del risparmio ed andare oltre il semplice obiettivo rendimento.
Inoltre è importante che gli investitori si rivolgano ai professionisti del risparmio che saranno in grado di supportarli nella definizione degli obiettivi di lungo periodo e di pianificazione finanziaria.



www.elenacurrado.it

venerdì 13 febbraio 2015

Emissioni obbligazionarie prossime allo zero

Tra il 19 e il 22 gennaio scorsi, il tasso Euribor a un mese ha chiuso quattro sedute in negativo; questo indicatore europeo, fissato giornalmente in base al tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie dei depositi in euro tra le principali banche europee, viene utilizzato anche per parametrare mutui, obbligazioni ed altri investimenti.
Cosa accadrebbe ai coupon se anche l'Euribor a sei mesi (che ora viaggia allo 0,135%) dovesse scendere sotto lo zero? Per quanto riguarda le obbligazioni indicizzate occorre visualizzare il prospetto di ciascuna emissione per verificare se sia previsto un floor - ovvero un limite minimo alla cedola - un evento abbastanza raro; nel caso dei titoli pubblici, invece, è esplicitato che lo spread va sommato algebricamente al parametro di indicizzazione, e quindi se l'Euribor a sei mesi dovesse diventare negativo la cedola di quel semestre sarebbe inferiore allo spread.
Passando al rischio opportunità dei titoli legati all'Euribor, i gestori fanno notare come gli indicatori potrebbero scendere ancora; i livelli raggiunti rappresentano un minimo storico, ma - come spiegano gli esperti - quando si acquista un bond a tasso variabile bisogna guardare al rendimento corrente, cioè al prezzo pagato in rapporto alla cedola in corso e, soprattutto, alle aspettative sul futuro andamento dei tassi a breve. Siamo in una situazione ambigua, perché da una parte la politica della Bce ci fa pensare che i tassi a breve rimarranno bassi nel medio periodo, mentre dall'altro lato (guardando soprattutto ai rendimenti dei Cct, superiori a quelli dei Btp di pari scadenza) si evince che il mercato si aspetta che l'Euribor possa andare a zero o addirittura diventare negativo.
Il consiglio dei professionisti è quello di monitorare le prossime mosse della Bce, specialmente riguardo al tasso di deposito applicato alle banche.


www.elenacurrado.it

mercoledì 11 febbraio 2015

Anche i pensionati possono dedurre i versamenti sul fondo pensione

Con la delibera del 24 gennaio 2008, la Covip - Commissione di vigilanza sui fondi pensione - ha chiarito le posizioni di coloro che, già pensionati o in procinto di raggiungere la pensione, vorrebbero aderire o hanno già aderito alla previdenza complementare.
Per i titolari di pensione di vecchiaia e per coloro che hanno raggiunto il limite di età previsto per il conseguimento del trattamento pensionistico, l'adesione alle forme di previdenza complementare risulta preclusa.
La normativa sulla previdenza complementare stabilisce il diritto, per un iscritto a una forma pensionistica complementare, di proseguire volontariamente la contribuzione alla forma medesima oltre il raggiungimento dell'età pensionabile, a condizione che alla data del pensionamento possa far valere almeno un anno di contribuzione a favore delle forme di previdenza complementari.
Per i titolari di pensione di anzianità che non abbiano raggiunto l'età pensionabile la situazione è diversa, infatti, vi è la possibilità di iscrizione a forme di previdenza complementare a patto che sia effettuata almeno un anno prima della predetta età di pensionamento.
Colui che prosegue volontariamente la contribuzione oltre il compimento dell'età pensionabile, potrà determinare autonomamente il momento della fruizione della prestazione una volta conseguito il requisito minimo di almeno cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.
Per quanto riguarda la deducibilità dei versamenti, i contributi versati ad una forma pensionistica complementare, restano deducibili annualmente dal reddito complessivo annuo entro l'importo di € 5.164, 57.


www.elenacurrado.it

mercoledì 28 gennaio 2015

Finanza Comportamentale

Fino a qualche decennio fa la teoria economica e finanziaria era dominata da una comune impostazione per la quale si ipotizzava un comportamento razionale da parte degli investitori, dei consumatori e degli imprenditori. Agire razionalmente significa valutare correttamente gli strumenti finanziari presenti sul mercato, effettuare scelte sistematicamente scelte corrette e ottimizzare le informazioni a propria disposizione.
Lo scoppio di Internet agli inizi degli anni Duemila e soprattutto di quella immobiliare negli Stati Uniti del 2008 ha reso evidente come gli operatori non sempre si comportino in modo razionale; ci si è resi conto di come la teoria standard non sia in grado di spiegare certe situazioni in cui l'emotività riveste un ruolo molto importante e che vengono quindi definite anomalie.
In questo contesto si è sviluppato un nuovo approccio teorico che pone maggiore attenzione sugli aspetti psicologici e che in grado di spiegare quei comportamenti apparentemente incoerenti e privi di una motivazione razionale.
I primi studi si sono concentrati sull'applicazione in ambito economico di fondamenti provenienti dalla psicologia, mentre in seguito si è fatto ricorso alla neurobiologia per meglio comprendere l'impatto sulle nostre scelte delle reazioni chimiche che si attivano in determinate situazioni.
Questa nuova impostazione è stata definita "finanza comportamentale" ed ha acquistato sempre maggior importanza riuscendo a spiegare comportamenti difficilmente prevedibili.
Gli studi ad oggi disponibili hanno permesso di individuare alcune caratteristiche comuni nel comportamento umano in condizioni di incertezza.
E' una materia, però, in continua evoluzione ma dai risultati estremamente interessanti.
Alla base della finanza comportamentale c'è la considerazione che il mondo circostante è così complesso che la nostra mente non è in grado di elaborare tutte le informazioni necessarie per scegliere in modo razionale ed efficiente; per sopperire a tale incapacità si utilizzano espedienti mentali che si permettono di semplificare il processo decisionale. Purtroppo, però, queste semplificazioni a volte si rilevano errate e ci portano ad assumere comportamenti non ottimali.
Vi sono alcune esempi chiave per  inquadrare talune anomalie ricorrenti come ad esempio ignorare le informazioni in contrasto con le proprie convinzioni focalizzandosi prevalentemente sui dati che sostengono la propria tesi o una decisione passata. A questo fenomeno è associata  la propensione a sovrastimare le proprie capacità di giudizio con la conseguenza che i rischi vengano sottostimati e ci si illuda di poter controllare gli eventi.
Nell'ambito degli investimenti questi fenomeni si riscontrano nella convinzione di alcuni di possedere una capacità di selezione dei titoli superiore ad altri.
Se i rendimenti conseguiti sono positivi ci si convince della correttezza delle proprie azione altrimenti si attribuisce la responsabilità a cause a noi esterne dimenticandosi di analizzare il processo decisionale che ci ha portato ad un simile risultato.
Molti esperimenti hanno dimostrato come il dispiacere  generato da una perdita abbia una maggiore intensità rispetto alla soddisfazione generata da un guadagno di pari entità: psicologicamente incorrere in una perdita equivale ad ammettere lo sbaglio nella scelta dell'investimento generando spiacevoli sensazioni.
Questo fenomeno, in finanza, determina il mantenimento delle posizioni in perdita indipendentemente alle proprie aspettative future ed il rinvio della decisione di vendita basandosi sulla presunta mancanza di sufficienti informazioni per una scelta simile oppure sulla convinzione che il mercato non riconosca il giusto valore ai propri titoli.
Nel processo decisionale un ruolo fondamentale è rivestito dalla formulazione delle opzioni disponibili: infatti le scelte dipendono in parte dal modo in cui i problemi sono posti.
Se si propone un investimento mettendo maggior enfasi sul potenziale profitto, si indurranno i futuri investitori a incrementare la proprio avversione al rischio, al contrario se l'enfasi viene posta sulle perdite potenziali l'investitore si dimostrerà molto più propenso al rischio.
Gli investitori, quindi, possono essere vittime di processi mentali che agiscono a livello inconscio per cui difficilmente controllabili.
Vi sono, quindi, due possibili soluzione.
La prima, a livello individuale, è conoscere quello che può essere percepito come un problema, migliorando ad esempio il proprio processo d'investimento.
In secondo luogo, queste analisi, possono aiutare il legislatore a creare le condizioni per cui il mercato possa rappresentare in modo corretto le opzioni di scelta a disposizione degli investitori e quindi renderli più consapevoli delle decisioni che si devono affrontare.


www.elenacurrado.it


giovedì 22 gennaio 2015

Aggiornamento Pensioni 2015

Negli scorsi giorni sono stati pubblicati i nuovi valori delle pensioni del 2015 che in seguito all'inflazione pari all'1,1% gli importi si sono rivalutati solo dello 0,30%.
Ogni trattamento pensionistico beneficerà della rivalutazione anche se con un incidenza minima rispetto all'assegno dell'anno precedente.
Ad esempio per una pensione fino a tre volte il minimo dell'assegno cioè € 1.502,64 il tasso di rivalutazione effettivo sarà dello 0,30% mentre oltre le 6 volte cioè € 3.005,28 il tasso sarà solo dello 0,135%.

giovedì 15 gennaio 2015

Liquidazione TFR in Busta Paga

Dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018 il TFR potrà integrare la retribuzione mensile per effetto della legge di stabilità 2015.
L'importo a titolo di TFR che verrà liquidato in busta paga al lavoratore del settore privato sarà soggetto a tassazione ordinaria con un aliquota che va dal 23% al 43%.
Questa nuova opzione si aggiunge alle due già esistenti, mantenimento in azienda del TFR o  la sua destinazione ad una forma pensionistica complementare, richiede al lavoratore un'anzianità di almeno 6 mesi presso il datore di lavoro e riguarderà non solo i nuovi assunti ma anche quelli che avevano optato per il trasferimento alla previdenza complementare.
L'opzione in favore della liquidazione del TFR, però una volta effettuata non potrà più essere modificata fino al 30 giugno 2018.
Percepire il TFR in basta paga significa però essere assoggettati ad un aliquota più alta e penalizzante rispetto a quella dei fondi pensione che va da un  minimo del 9% ad un massimo del 15%.