Rassegna stampa

lunedì 17 novembre 2014

Il rendimento dei Fondi Pensione surclassa quello del Tfr

Secondo la Covip tra gennaio e settembre 2014, i fondi pensione si sono rivalutati di più rispetto al Tfr che resta in azienda.
La rivalutazione del Tfr, che avviene ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione ISTAT, si aggira intorno all'1% a causa della bassa inflazione mentre quello dei fondi pensione si aggira intorno al 5,8%. Le linee dei fondi che hanno reso di più sono state le azionarie, le bilanciante ma anche le obbligazionarie miste, bilanciate e le unit linked.
Per l'anno 2014 l'aliquota fiscale applicata sui rendimenti è dell'11,5% ma se dovesse essere approvata la proposta inserita nella legge di Stabilità, la tassazione passerebbe al 20%. Inoltre è previsto anche un aumento del prelievo fiscale sulla rivalutazione del Tfr che passerebbe dall'attuale 11% al 17%.

mercoledì 12 novembre 2014

Effetto Pil sulle Pensioni

L'ultima previsione dell'agenzia di rating Moody's  relativamente al Pil italiano del 2015 fotografa il nostro paese in una situazione conflittuale tra una moderata decrescita e una moderata crescita (- 0,5%  e + 0,5%) . Per il 2016 la forbice sarà tra 0% e l'1%.
Ovviamente si tratta di previsioni, ma comunque in forma potenziale l'Italia potrebbe trovarsi per uno o più anni a crescita zero.
Questo dato impatta in maniera importante sul nostro presente ma anche sul nostro futuro.
Parliamo per esempio di pensioni.
Nel 1995 la riforma Dini ha stabilito che il nostro montante contributivo accantonato presso l'Inps sarebbe cresciuto in base ad un meccanismo di rivalutazione annuale legato all'andamento del Pil * nominale (serie storica di 5 anni).
Ma per la prima volta dalla riforma il montante contributivo delle pensioni non verrà rivalutato ma bensì svalutato a causa del coefficiente Pil negativo, -01927%.
Date le previsioni del 2015 e del 2016 negative si potrà avere un perdurare della situazione.
Essendo la ratio della norma un meccanismo automatico di rivalutazione, e non di svalutazione del montante contributivo,  sono in valutazione in questi giorni eventuali modifiche della legge per far sì che non ci sia una penalizzazione per i futuri pensionati.

*Pil: Prodotto interno lordo, rappresenta il valore complessivo dei beni e dei servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo.


lunedì 3 novembre 2014

L' Azionario a piccole rate batte la crisi

Gli indici azionari negli ultimi mesi si sono dimostrati piuttosto volatili.
L'attuale correzione non è delle proporzioni di quella del 2008 iniziata con il crac Lehman Brothers.
Ma chi aveva il PAC in quel periodo ha acquistato molte quote quando i prezzi scendevano (e molti svendevano) e nell'ultimo periodo le ha viste rivalutarsi.
E' quanto emerge da un'indagine del Corriere Economia condotta sui rendimenti di circa 3.000 comparti di fondi disponibili sul mercato italiano. E' emerso, infatti, che i pac hanno reso in media oltre il 9% l'anno contro il 5,7% dei PIC, quindi la differenza di performance nelle 30 categorie di azionari e bilanciati analizzati è sempre favorevole alla formula PAC (piano di accumulo) che al PIC (versamento in un unica soluzione).
Il PAC dimostra di essere una tecnica di investimento razionale, che permette di ridurre la volatilità complessiva del capitale che sarà comunque inferiore a quella del medesimo importo iniziale versato in un unica soluzione.


lunedì 20 ottobre 2014

BTP Italia: settima edizione del bond indicizzato all'inflazione italiana

E' in fase di emissione il BTP Italia indicizzato all'inflazione italiana (indice dei prezzi al consumo per le famiglie e gli operai - FOI, senza tabacchi) della durata di sei anni.
Il taglio minimo è 1.000 € e sono acquistabili per multipli di € 1.000. 
Il prezzo di emissione è alla pari (100) e la tassazione degli interessi è al 12,50%.
La scadenza del BTP è il 27/10/2020.
Il tasso cedolare minimo garantito è del 1,15% e l'indice ISTAT sui prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) calcolato alla Data del Godimento e Regolamento del titolo è pari a 107,46774.
Inoltre è previsto un premio fedeltà per gli investitori che consiste in un ammontare pari al 4 per mille lordo, da calcolarsi sull'importo nominale acquista non rivalutato, che sarà corrisposto dal MEF alle persone fisiche che abbiano acquistato il titolo di emissione e lo abbiano detenuto fino alla sua scadenza.




mercoledì 24 settembre 2014

Imposte gravanti su una Polizza Assicurativa Unit Linked

Le principali imposte che gravano su polizza assicurativa Unit Linked sono:

  • imposta di bollo: è determinata alla fine di ogni periodo d'imposta applicando, per l'anno 2014, l'aliquota dello 0,20%. Questa aliquota viene applicata al momento di ogni riscatto parziale o totale della prestazione;
  • imposta sostitutiva sui redditi: è un'imposta calcolata sul redditto prodotto dalla gestione finanziaria delle somme versata. Questa viene applicata al momento del riscatto parziale o totale della polizza o alla scadenza della stessa e solo su persone fisiche, invece non viene applicata se la prestazione è erogata a causa della morte dell'assicurato;
  • imposta di successione: questa imposta viene applicata solo nel caso in cui al beneficiario subentrano i suoi eredi per successione.
  • imposta di donazione: si applica nel caso in cui il contraente sopravvive all'assicurato, che è un soggetto terzo, e decide di "donare" la contraenza della polizza ad un altro soggetto.

mercoledì 17 settembre 2014

Principali Diritti del Contraente - Assicurato - Beneficiario

Come già riportato nei post precedenti, i principali soggetti coinvolti in un contratto di assicurazione sono il contraente, l'assicurato e il beneficiario, ma ad ogni soggetto spettano diritti diversi.
Il contraente può: 

  • designare, modificare o revocare il beneficiario;
  • scegliere l'assicurato;
  • riscattare parzialmente o totalmente la polizza;
  • cedere la polizza: inter vivos, cioè in vita o mortis causa, cioè dopo la morte per successione;
  • recedere dal contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della sua conclusione;
  • mettere a pegno la polizza per garantire un suo debito.
L'assicurato:
  • può coincidere con il contraente o essere un soggetto diverso;
  • nelle assicurazioni caso morte se l'assicurato è un terzo soggetto, questi deve accettare per iscritto alla stipula del contratto. Se il soggetto assicurato decede prima del contraente, il beneficiario incasserà la prestazione invece se il contraente decede prima dell'assicurato il contratto rimane in essere e gli eredi del contraente subentrano nella contraenza fino alla morte dell'assicurato.
Il beneficiario:

  • può essere persona fisica o giuridica;
  • è colui che, alla morte del soggetto assicurato e dopo che l'impresa assicuratrice avrà verificato le cause della morte, riceverà dalla stessa il pagamento della prestazione; 
  • può assumere il ruolo di beneficiario irrevocabile: quando il contraente rinuncia all'esercizio di riscatto, modifica o revoca del beneficiario, in questo caso il beneficiario a diritto di mettere a pegno di un suo debito la polizza.



giovedì 4 settembre 2014

Insegnare l'economia e la finanza ai bambini

In una conferenza alla University of Dayton, il banchiere Ben Bernanke ha spiegato che, dopo la crisi del 2008, ogni cittadino dovrebbe avere una conoscenza di base del mondo finanziario ed economico partendo fin dai banchi di scuola così da poter aiutare la gente a costruirsi una vita migliore di fronte a un'economia globale e a un sistema finanziario sempre più complessi. Lo slogan di Bernanke è "Alfabetizzazione di massa", insegnare l'economia ai bambini così che da grandi non siano prede della speculazione.
Creata da Tim Draper, in America,  la fondazione BizWorld, la cui missione è quella di "sviluppare il pensiero critico e lo spirito di squadra per aiutare i giovani a essere membri produttivi della società" partendo dall'insegnamento dell'economia già alle scuole elementari. 
Per rendere l'economia una scienza amica dei bambini, in America, è nato anche un sito internet approvato dal presidente Obama e con sigillo della Casa Bianca: Money As You Grow.
Questo sito, diviso per fasce d'età, spiega le "20 cose che i ragazzi devono sapere per vivere una vita economicamente intelligente".
In Europa, precisamente in Gran Bretagna, è nata la The Econimist Educational Foundation, legata al settimanale The Economist, che attraverso giornalisti esperti, aiuta a promuovere l'insegnamento dell'economia e della finanza fin da bambini.

Fonte: Federico Rampini "Banchieri", ed. Mondadori

lunedì 25 agosto 2014

La Carta dei Diritti del Risparmiatore

L'Anasf, Associazione Nazionale Promotori Finanziari, nel 2005 ha realizzato la Carta dei Diritti del Risparmiatori affinché le loro scelte siano consapevoli e responsabili e siano sempre garantite e tutelate.
I principali diritti sono:
  1. Diritto a un mercato del risparmio ben regolato: il risparmiatore ha diritto che il mercato in cui investe i propri risparmi sia ben regolato. Il risparmiatore ha diritto che le regole del mercato siano chiare e rigorose e che siano uguali per tutti gli intermediari. Il risparmiatore ha diritto che le regole del mercato siano garantite da un adeguato sistema di controlli e che siano previste asnzioni a carico di chi le viola.
  2. Diritto alla correttezza e alla professionalità degli operatori: il risparmiatore ha diritto a relazionarsi sul mercato con operatori di cui siano garantite professionalità e correttezza. Sono corretti gli operatori che assumono l'interesse del Risparmiatore come criterio guida fondamentale della propria condotta e osservano scrupolosamente le norme di legge e le regole deontologiche applicabili alla loro attività. Sono professionali gli operatori che agiscono con diligenza ed attenzione e si dotano di adeguate competenze  teoriche e pratiche.
  3. Diritto all'informazione chiara, completa e trasparente: il risparmiatore ha diritto a ricevere un'informazione chiara, completa  trasparente, che gli permetta di compiere le proprie scelte di investimento nel modo più idoneo alle proprie esigenze. Il risparmiatore ha diritto ad essere adeguatamente informato sulle caratteristiche fondamentali dei prodotti e dei servizi che gli vengono proposti. Il risparmiatore ha diritto di richiedere e di ricevere informazioni ulteriori e più dettagliate rispetto a quelle già fornitegli. Il risparmiatore ha diritto di ricevere copia del contratto che ha sottoscritto e dell'ulteriore documentazione rilevante. Il risparmiatore ha diritto che la pubblicità dei prodotti finanziari sia conforme alla normativa legale e regolamentare e comunque sia assolutamente palese, veritiera e corretta.
  4. Diritto al prodotto e al servizio d'investimento adeguato: il risparmiatore ha diritto di poter scegliere il prodotto e il servizio d'investimento adeguato alle proprie esigenze pertanto qualsiasi offerta deve essere preceduta da un'analisi attenta della propria situazione patrimoniale, reddituale e personale e delle proprie esigenze presenti e future.
  5. Diritto alla consapevolezza e all'assistenza: il risparmiatore ha diritto di ricevere la più ampia disponibilità da parte del promotore, di essere adeguatamente assistito attraverso incontri e contatti periodici e metterlo a conoscenza delle tendenze e dei cambiamenti del mercato.

Fonte: Anasf, Associazione Nazionale Promotori Finanziari

lunedì 18 agosto 2014

La Banca: un pò di storia

Tutti noi abbiamo rapporti con le banche, ma ci siamo mai chiesti quando e dove è nata la prima banca o la prima banconota? 
Le banche esistono sin dai tempi dell'Antica Mesopotamia ed ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo della civiltà dell'Antica Grecia fino all'Impero Romano. Proprio dalla lingua latina ebbero origine i termini soldi, denaro e moneta.
A differenza della banca odierna quelle erano Banche Centrali che esercitavano la funzione di gestione della fiscalità e del debito pubblico cioè emettevano moneta preziosa per conto del Re e dell'Imperatore, ma non accettavano depositi né concedevano prestiti se non a una ristretta cerchia di dignitari legati alla corte e senza interesse.
Ma quando nacque veramente la prima banca commerciale?
Nel 1362 venne costituita la prima società denominata Maona Nuova, nella quale 12 notabili di una delle più importanti repubbliche marinare si riunirono in un unico clan famigliare rinunciando al loro cognome per assumere quello di Giustiniano, l'esponente più illustre della prima Società per Azioni della storia. Più tardi grazie ai fiorenti traffici sviluppati dai Giustiniano, il Consiglio degli Anziani li autorizzò a fondare la prima vera banca moderna al mondo. Cosi alcune associazioni di creditori, che erano solite riunirsi nella Casa di San Giorgio a Genova, antica residenza dei Capitani del Popolo, diedero origine nel 1407 alla prima banca trasformando la Casa in Cassa per poi divenire Compere ed infine Banco di San Giorgio.
Il Banco di San Giorgio fu la prima banca ad azionario popolare diffuso. La raccolta dei fondi era esercitata mediante i banchi pubblici, delle grandi tavole di legno poste al centro del palazzo di San Giorgio. 
La Banca disponeva di un capitale sociale costituito da un prestito alla Repubblica di Genova remunerato con il gettito di un gruppo di imposte e gli azionisti, invece, erano garantiti da un interesse del 7%.

Fonte: Salone del Risparmio (magazine Assogestioni numero 4 - giugno 2014)

www.elenacurrado.it

venerdì 15 agosto 2014

Assicurazioni Vita: Andamento della Polizza

Per le polizza rivalutabili le imprese pubblicano su almeno due quotidiani a diffusione nazionale e nel proprio sito internet il prospetto della composizione della gestione separata e del relativo rendiconto.
Inoltre si può verificare l'andamento della polizza esaminando l'estratto conto annuale che le compagnie hanno l'obbligo di inviare entro 60 giorni dalla data prevista nelle condizioni di polizza per la rivalutazione delle prestazioni assicurate. in questo documento vi è anche riportato il tasso annuo di rendimento finanziario realizzato dalla gestione, dell'aliquota di retrocessione del rendimento riconosciuta, dal tasso annuo di rendimento retrocesso e dal tasso annuo di rivalutazione delle prestazioni.
Per le polizze unit linked le imprese pubblicano giornalmente su almeno due quotidiani  e nel proprio sito internet il valore della quota del fondo interno o della quota o azione dell'OICR, con la relativa data di valorizzazione.
Per i contratti index emessi prima del 1° novembre 2009 pubblicano giornalmente su almeno due quotidiani e sul proprio sito internet il valore dell'indice e/o del valore di riferimento con la relativa data di valorizzazione, mentre per i contratti index emessi dopo il 1° novembre 2009 vengono pubblicati giornalmente i valori di riscatto espressi in funzione di un capitale assicurato nozionale di 100 euro.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

mercoledì 13 agosto 2014

Assicurazioni Vita: Riscatto, Riduzione, Riattivazione

Il riscatto consiste nel diritto del contraente di interrompere anticipatamente il rapporto assicurativo e di ottenere un capitale dall'impresa di assicurazione.
Per i contratti a premio annuo, il riscatto è previsto solo dopo il termine previsto dalla polizza, mentre per quelli a premio unico, il riscatto è previsto solo dopo un anno dalla decorrenza del contratto. A seconda del contratto sono previsti anche riscatti parziali. 
Il valore di riscatto, però, può essere inferiore all'ammontare dei premi pagati o addirittura pari a zero se le annualità di premio pagate non raggiungono il numero sufficiente per avere diritto al riscatto.

La riduzione consiste nella sospensione del pagamento dei premi annui successivi al primo. In tal caso il contratto rimane in vigore fino alla scadenza, per un capitale proporzionalmente ridotto rispetto a quello iniziale, determinato tenendo conto dei soli premi effettivamente pagati rispetto a quelli stabiliti nel contratto.
Il capitale ridotto si rivaluta annualmente e verrà liquidato alla scadenza del contratto.

La riattivazione è la facoltà del contraente di riprendere il versamento dei premi annui dopo un periodo di sospensione del pagamento degli stessi. La riattivazione avviene mediante il versamento delle rate del premio non pagate maggiorate degli interessi.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

www.elenacurrado.it

lunedì 11 agosto 2014

Assicurazioni Vita: Quientanza

La quietanza è la prova che attesta l'avvenuto pagamento del premio e può essere costituita dalla ricevuta rilasciata su carta intesta dall'impresa di assicurazione o dall'estratto si conto corrente bancario comprovante l'accredito all'impresa di assicurazione o anche la ricevuta del pagamento tramite conto corrente postale, in cui dovrà essere esplicitata la causale.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

www.elenacurrado.it

venerdì 8 agosto 2014

Assicurazioni Vita: i Mezzi di Pagamento del Premio di Assicurazione

Il pagamento del premi di assicurazione può essere effettuato con diverse modalità:

  • assegno bancario, postale o circolare intestato all'impresa o all'intermediario;
  • ordini di bonifico;
  • altri mezzi di pagamento bancario o postale;
  • sistemi di pagamento elettronico.
Vi è il divieto di pagare i premi di una polizza vita con denaro contante.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

mercoledì 6 agosto 2014

Assicurazioni Vita: i Premi dei Rami Vita

Il contratto può prevedere il pagamento di un premio unico o di premi periodici.
Il premio unico è pagato in un unica soluzione all'inizio del contratto e vale per tutto il periodo di validità della polizza.
I premi periodici sono pagati ad intervalli di tempo e per una durata prefissata. In base alle condizioni contrattuali e all'ammontare, inoltre, possono essere premi annui, se l'ammontare è costante o crescente, o premi ricorrenti, se l'ammontare è variabile entro i limiti indicati nel contratto.
Alcuni contratti a premio unico o ricorrente prevedono la possibilità di effettuare versamenti aggiuntivi mentre nei contratti a premio unico, il pagamento del premio può essere frazionato nel corso dell'anno maggiorato, però, di costi aggiuntivi che devono essere indicati nella Nota Informativa.
Al momento della stipula del contratto si è tenuti al pagamento obbligatorio della prima annualità mentre i premi successivi al primo si possono sospendere verificando che il contratto preveda la riduzione o il riscatto della polizza, tenendo presente che possono essere previste penalizzazioni sul capitale o sulla rendita assicurati.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

lunedì 4 agosto 2014

Assicurazioni Vita: gli obblighi di informativa

Prima di sottoscrivere un contratto di assicurazione bisogna leggere il Fascicolo Informativo che le imprese devono pubblicare nel loro sito internet per tutta la durata dei contratti e che l'intermediario è tenuto a consegnarti prima della sottoscrizione della proposta. 
Sia l'intermediario che la compagnia sono tenuti a dare massima assistenza anche durante il periodo di validità del contratto. Anche l'art.16 del reg. n.35/2010 pubblicato dall'IVASS ha sancito l'obbligo, per le imprese, di fornire entro 20 giorni dalla ricezione della richiesta, riscontro per ogni iscritto ad ogni richiesta di informazione, presentata dal contraente e dagli aventi diritto, in merito all'evoluzione del rapporto assicurativo e alle modalità di determinazione della prestazione assicurativa.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni


venerdì 1 agosto 2014

Assicurazioni Vita: come verificare l'adeguatezza del prodotto offerto

Se un soggetto decide di stipulare un contratto di assicurazione vita deve avere ben chiare le proprie esigenze.
Se ci si rivolge ad un intermediario, questo è tenuto ad illustrarti le caratteristiche essenziali del contratto e le prestazioni alle quali è obbligata l'impresa di assicurazione. E' importate che l'intermediario finanziario conosca l'esigenze assicurative previdenziali e assicurazione, la situazione finanziaria, la quota di rischio e gli obiettivi che si vogliono raggiungere così da consentigli di proporre la polizza più adeguata. Nel caso in cui non si concedano tali informazioni si dovrà firmare una specifica dichiarazione di rifiuto o nel caso in cui si voglia sottoscrivere una proposta che l'intermediario non ritiene adeguata, sia il cliente che l'intermediario dovranno firmare una specifica dichiarazione nella quale risultino i motivi dell'inadeguatezza e la volontà di sottoscrivere comunque il contratto.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni


mercoledì 30 luglio 2014

Assicurazioni Vita: da chi ti puoi assicurare

La stipula di un contratto di assicurazione può avvenire o presso le imprese di assicurazione o tramite gli intermediari iscritti nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi.
Le imprese di assicurazione italiane ed estere devono essere autorizzate e abilitate ad operare dall'IVASS, Istituto Nazionale  per la Vigilanza sulle Assicurazioni, i quali elenchi sono disponibili anche sul sito internet dell'IVASS nell'apposito albo.
Il collocamento di un contratto di assicurazione vita può avvenire anche attraverso intermediari assicurativi che prestano assistenza e consulenza. Tali intermediari assicurativi, iscritti nel Registro Unico degli Intermediari Assicurativi, sono gli agenti, i broker, i produttori diretti delle imprese, gli intermediari finanziari, le SIM, le banche e gli uffici postali.
Un contratto, però, può essere stipulato anche a distanza (tele marketing o Internet) e in questo caso al cliente dovranno essere forniti  le informazioni precontrattuali e i documenti come in un istituto di assicurazione.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale di Vigilanza sulle Assicurazioni

lunedì 28 luglio 2014

Assicurazione Vita: le Polizze Unit Linked

Le polizze unite linked sono contratti in cui l'entità del capitale assicurato dipende dall'andamento del valore delle quote di fondi di investimento interni o esterni in cui vengono investiti i premi versati, dai quali vengono dedotti i caricamenti, il costo per la copertura caso morte, eventuali coperture accessorie e le commissioni di gestione. In questo tipo di contratto, prima di scegliere in quale fondo di investimento investire, bisogna tener conto del proprio profilo di rischio, inoltre è consentito trasferire le somme accumulate da un fondo all'altro, switch, pagando eventualmente una commissione.
Anche questo prodotto può offrire una garanzia di capitale o rendimento minimo.
Essendo le polizze unit linked e index ad alto contenuto finanziario, nel caso in cui il valore della polizza si riduce di oltre il 30% rispetto al valore dei premi investiti, la compagnia dovrà inviare al cliente una comunicazione che indica l'ammontare delle perdite entro 10 giorni e ogni qual volta si verifichino ulteriori perdite pari o superiori al 10%.
Per limitare tali rischi, però, l'IVASS ha dettato rigorose deposizioni stabilendo limiti per i soggetti emittenti e obblighi di diversificazione e dispersione del rischio per singolo fondo.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

venerdì 25 luglio 2014

Assicurazioni Vita: le Polizze Index

Le polizze index sono dei contratti in cui le prestazioni sono collegate ad un indice azionario o ad altro valore di riferimento. Per tutelare i contraenti di tali polizze, l'IVASS ha introdotto una disciplina che prevede che il rischio di insolvenza delle società che hanno emesso i titoli a cui sono agganciate le prestazioni assicurative resti a carico della compagnia. Inoltre sono assoggettate alla disciplina del Testo Unico dell'Intermediazione Finanziaria (TUF).
Il capitale che si può ottenere da questa tipo di contratto è soggetto alle oscillazioni dell'indice o del titolo di riferimento che nei contratti di breve durata può risentire di cicli economici negativi, può, però, anche offrire delle garanzie, come la restituzione dell'importo dei premi investiti oppure un capitale minimo a scadenza, sia in caso di morte che di morte dell'assicurato.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la vigilanza sulle Assicurazioni

www.elenacurrado.it

mercoledì 23 luglio 2014

Assicurazioni Vita: le Polizze Rivalutabili

Questi tipi di polizze prevedono una rivalutazione annuale del capitale assicurato o della rendita, mediante riconoscimento alla polizza stessa di una parte degli utili finanziari realizzati dalla gestione separata.
Per queste polizze si possono pagare premi unici, ricorrenti o annui.
I premi annui possono essere costanti, il capitale o la rendita crescono soltanto in funzione dei rendimenti conseguiti dalla gestione separata e riconosciuti al contraente in base alle condizioni contrattuali, o rivalutabili, il capitale o la rendita assicurati crescono di anno in anno anche in funzione della rivalutazione del premio.
In alcuni casi, le condizioni delle polizze rivalutabili, possono prevedere la possibilità di mantenere il primo costante a partire dalla data di richiesta della stabilizzazione fino alla scadenza del contratto, oppure il rifiuto o la limitazione, in un determinato anno, dell'incremento del premio. Gli elementi che contraddistinguono un contratto rivalutabile sono: 

  • il tasso tecnico, cioè il tasso di interesse fisso riconosciuto dall'impresa, una specie di rendimento anticipato riconosciuto al contraente al momento del pagamento del premio, 
  • il tasso di interesse garantito, che corrisponde al rendimento minimo garantito al contraente indipendentemente dall'andamento della gestione separata,
  • l'aliquota di retrocessione, è la percentuale del rendimento realizzato dalla gestione separata con cui sono investiti i premi, che l'impresa riconosce al contraente,
  • il consolidamento delle prestazioni, gli interessi realizzati annualmente dalla data gestione separata vengono retrocessi e acquisiti dal contraente indipendentemente dall'andamento degli investimenti negli anni successivi.
fonte: www.ivass.it Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

lunedì 21 luglio 2014

Assicurazioni Vita: i Principali Tipi di Contratti Vita

I contratti di assicurazione sulla vita devono rispondere principalmente alle esigenze del contraente.
Se si vuole salvaguardare la famiglia da problemi finanziari in caso di decesso bisogna scegliere un assicurazione per il caso morte che, al verificarsi dell'evento assicurato entro la scadenza del contratto, prevede il pagamento di un capitale mentre nel contratto a vita intera il pagamento del capitale avviene alla morte dell'assicurato, indipendentemente dal momento nel quale essa si verifica.
Se, invece, ci si vuol garantire una pensione integrativa ci si deve indirizzare verso forme pensionistiche individuali o verso prodotti di rendita vitalizia che prevedono il pagamento di un capitale o di una rendita in caso di sopravvivenza dell'assicurato alla scadenza del contratto.
Si può anche optare per un prodotto con un più alto contenuto finanziario come un contratto di capitale differito o di capitalizzazione, con il quale l'impresa di assicurazione si impegna a pagare una determinata somma di denaro dopo un certo numero di anni a fronte del pagamento di premi unici o periodici, o una polizza index o unit linked. La caratteristica principale di queste polizze a contenuto finanziario è che le somme dovute dalla compagnia non dipendono dal verificarsi di eventi attinenti la vita dell'assicurato.
Infine ci sono le assicurazioni miste, forme intermedie che puoi sottoscrivere se vuoi crearti una disponibilità finanziaria ad una certa data e al tempo stesso vuoi tutelare la tua famiglia da problemi finanziari in caso di decesso, queste coperture prevedono il pagamento al beneficiario di un capitale sia in caso di sopravvivenza che in caso di morte dell'assicurato nel corso del contratto.

fonte: www.ivass.it, Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni

venerdì 18 luglio 2014

Assicurazioni Vita: i Soggetti Coinvolti in un Contratto Vita

I soggetti coinvolti in un contratto vita sono:
  • il contraente, colui che stipula il contratto di assicurazione, paga i premi e ha la facoltà di esercitare tutti i diritti propri del contratto (riscatto della polizza, modifica del beneficiario);
  • l'assicurato, la persona fisica sulla cui vita è stipulato il contratto. Se diverso dal contraente,l'assicurato deve firmare per accettazione il contratto qualora si tratti di garanzia per il caso morte;
  • il beneficiario, la persona designata dal contraente a ricevere le somme assicurate. La designazione può essere effettuata nel contratto o con successiva dichiarazione scritta all'impresa di assicurazione o per testamento.
fonte: www.ivass.it Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni.

mercoledì 16 luglio 2014

Assicurazioni Vita: Rischio e Protezione

Perché assicurarsi? Perché l'attività umana è caratterizzata dall'incertezza, molti eventi futuri possono condizionare il corso della vita (spese mediche improvvise, condizioni economiche o eventi spiacevoli).
Fin dall'antichità l'uomo ha sentito il bisogno di trovare forme di protezione e garanzia e quindi di assicurazione.
L'assicurazione trovò spazio prima nell'agricoltura, poi nel trasporto elle merci via mare, per difendersi dalla pirateria e in seguito, soprattutto nei paesi del Nord, cominciarono a prender forma le prime assicurazioni sulla vita.
La caratteristica principale della'assicurazione è da sempre la mutualità, ovvero l'operazione di trasferimento di un rischio individuale su una collettività attraverso la ripartizione dello stesso rischio tra più soggetti. Le conseguenze dannose degli eventi vengono trasferite all'assicurazione in cambio di un corrispettivo, un premio molto inferiore al costo che, da solo, il singolo dovrebbe sopportare.


fonte: www.ivass.it Istituto Nazionale per la Vigilanza sulle Assicurazioni


lunedì 14 luglio 2014

Previdenza Complementare: gestione investimenti e vigilanza

Le forme previdenziali complementari devono rispettare regole di prudenza definite dalla legge che tengono conto della finalità previdenziale e non speculativa dell'investimento.
Nei fondi pensioni negoziali, la gestione degli investimenti è affidata a operatori professionali come banche, SGR, assicurazioni sulla base di una convenzione nella quale sono definiti i criteri a cui tali operatori di devono attenere.
Nei fondi pensione aperti o nei PIP gli investimenti sono gestiti direttamente dalla società, banca, SGR o assicurazione, che ha istituito il fondo ma costituiscono un patrimonio autonomo e separato rispetto a quello della società.
I fondi pensione preesistenti, invece, affidano la gestione delle risorse finanziarie a operatori professionali o le gestiscono direttamente. Le risorse finanziarie date in gestione vengono depositate presso un banca autorizzata dalla Banca d'Italia, la banca depositaria, la quale ha il compito di verificare che le operazioni effettuate dal gestore siano conformi alla legge e a quanto stabilito nello Statuto o nel Regolamento della forma pensionistica complementare.

L'organo preposto alla vigilanza sul sistema della previdenza complementare è la COVIP, Commissione di Vigilanza sui fondi Pensione, che ha lo scopo di perseguire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti e la sana e prudente gestione delle forme pensionistiche complementari a tutela degli iscritti e dei beneficiari.
La COVIP può, inoltre, formulare proposte di modifica legislative in materia di previdenza complementare.
E' inserita negli organismi internazionali, Unione Europea e OCSE, nei quali operano le Autorità dei paesi membri relativamente ai temi della previdenza complementare.

fonte: www.covip.it Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, www.assogestioni.it

www.elenacurrado.it

venerdì 11 luglio 2014

Previdenza Complementare: trasferimento, prestazioni e vantaggi fiscali.


Dopo due anni di adesione al fondo pensione si può richiedere, per qualsiasi motivo, il trasferimento ad un altra forma pensionistica complementare.
Il trasferimento non implica nessuna interruzione del percorso previdenziale.

Nel momento in cui, invece, si raggiungono i requisti per ottenere la pensione obbligatoria e l'adesione per almeno cinque anni alla forma pensionistica complementare scelta dal lavoratore, esso potrà richiedere la rendita che costituirà la pensione complementare.
Questa verrà pagata dall'impresa di assicurazione con cui la forma pensionistica è convenzionata.
La pensione complementare può essere reversibile sia al coniuge del lavoratore cui ne aveva diritto o ad un'altra persona designata.
Si può, però, anche scegliere che la posizione venga liquidata in un unica soluzione al momento del pensionamento, fino ad un massimo del 50% del capitale accumulato.
Durante la fase di contribuzione si può anche prelevare una somma a titolo di anticipazione o di riscatto in relazione a determinate situazione previste dalla legge o dal fondo pensione di appartenenza.

Aderendo alla previdenza complementare si beneficia, inoltre, di una tassazione favorevole.
Durante in periodo di contribuzione, infatti, si può dedurre fino ad un massimo di 5.164,57 € all'anno, i rendimenti sono tassati all'11% rispetto al 12,5% che si applica alle forme di risparmio finanziario e durante il pagamento della pensione complementare l'aliquota si riduce al crescere degli anni di partecipazione alla previdenza complementare, ma viene sottoposta a tassazione soltanto la parte di rendita che corrisponde ai contributi dedotti durante il periodo di partecipazione.

fonte: www.covip.it Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, www.assogestioni.it




mercoledì 9 luglio 2014

Previdenza Complementare: linee di investimento

I fondi pensione individuano più linee di investimento alle quali i lavoratori possono aderire e a cui corrisponde un determinato profilo rischio rendimento.
Queste si differenziano in base agli strumenti finanziari che vengono acquistati e si distinguono in:
  • fondi azionari: che investono solo o principalmente in azioni fino al 70%;
  • fondi azionari bilanciati: nel quale le azioni sono comprese tra il 50% e il 90%
  • fondi obbligazionari: che investono solo o principalmente in obbligazioni;
  • fondi bilanciati: che investono in azioni e obbligazioni;
  • fondi bilanciati obbligazionari;
  • fondi garantiti: che offrono una garanzia di rendimento minimo o di restituzione del capitale versato.
fonte: www.covip.it Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, www.assogestioni.it

lunedì 7 luglio 2014

Previdenza Complementare: chi può aderire e come

L'adesione alla previdenza complementare è libera e volontaria ed è rivolta al mondo del lavoro quindi può aderire un lavoratore dipendente, un lavoratore autonomo e un libero professionista.
Ma come si può aderire alla previdenza complementare?
Un lavoratore dipendente ha la possibilità di aderire a un fondo pensione di riferimento per il suo settore, azienda o regione e può aderire o su base individuale o su base collettiva.
Se il lavoratore aderisce alla forma pensionistica su base collettiva la contribuzione sarà formata dal contributo del lavoratore stesso, il cui importo è stabilito dagli accordi collettivi, la quota di TFR futuro, cioè quello che si matura dal momento in cui si aderisce al fondo e il contributo del datore di lavoro.
Se, invece, un lavoratore aderisce su base individuale la contribuzione sarà formata dal contributo del lavoratore e la quota di TFR futuro. 
Un lavoratore autonomo o libero professionista può aderire ad un PIP o ad un fondo pensione aperto e il contributo è esclusivamente a carico del lavoratore.

fonte: www.covip.it Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

giovedì 3 luglio 2014

Principali forme Pensionistiche Complementari

Esistono varie forme pensionistiche complementari:
  • Fondi Pensione Negoziali: sono fondi pensionistici istituiti sai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell'ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale. A questa categoria appartengono anche i fondi pensione territoriali che nascono da accordi tra datori di lavoro e lavoratori appartenenti a un determinato territorio o area geografica;
  • Fondi Pensione Aperti: sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare;
  • Piani Individuali Pensionistici di tipo assicurativo (PIP): sono forme pensionistiche complementari istituite dalle imprese di assicurazione rivolte a tutti coloro che, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa, intendono costruirsi una rendita integrativa;
  • Fondi Pensione Preesistenti: forme pensionistiche istituite prima del Decreto Legislativo 124 del 1993.
fonte: www.covip.it Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

martedì 1 luglio 2014

La Nuova Fiscalità

A partire dal 1 luglio 2014, con il decreto legge 24 aprile 2014 n. 66, l'aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive applicabili sui redditi di capitale e sui redditi diversi, passerà dal 20% al 26%.
Rispetto ai decreti legge del 2011 e 2012 questa nuova tassazione presenta due importanti novità.
La prima novità riguarda il mantenimento dell'aliquota al 12,5% oltre che per le obbligazioni, i titoli del D.P.R. 29/1973 n. 601, le obbligazioni emesse dagli Stati esteri inclusi nella white list, anche per i redditi relativi alle obbligazioni emesse da enti territoriali degli Stati esteri inclusi nella white list anche qualora l'investimento sia effettuato indirettamente per il tramite di Oicr.
La seconda grande novità riguarda la previsione di un regime transitorio per gli Oicr. L'aliquota del 26% si applicherà sui proventi a decorrere dal 1 luglio 2014, in sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o azioni mentre sui proventi realizzati a decorrere dal 1 luglio 2014 e riferibili a importi maturati entro il 30 giugno 2014 si applicherà l'aliquota del 20%. Questo regime transitorio riguarda i proventi derivanti dalla partecipazione a Oicr a prescindere dall'oggetto dell'investimento, dalle modalità di sottoscrizione o rimborso, dalla forma contrattuale o statutaria e dal Paese di istituzione. Riguarda i redditi di capitale e plusvalenze derivanti dal rimborso, cessione o liquidazione di quote o azioni. L'applicazione dell'aliquota avverrà nel caso del realizzo di un provento in sede di rimborso, cessione o liquidazione di quote o azioni e nel caso in cui al 30 giugno 2014 sia maturato un provento o "zainetto".
Questo regime transitorio però non sarà applicato ai proventi periodici, nel caso di realizzo di minusvalenze e nel caso in cui al 30 giugno 2014 risulti una posizione minusvalente.

fonte: "Focus Risparmio" giugno 2014

giovedì 26 giugno 2014

La Previdenza Complementare

Il passaggio dal metodo retributivo (che parametrava la pensione all'ultimo stipendio percepito) a quello contributivo (calcolato in base all'ammontare dei contributi versati) ha fatto si che i tassi di sostituzione, cioè il rapporto tra l'ultima retribuzione e la prima prestazione pensionistica, delle pensioni obbligatorie si siano notevolmente ridotti.
Occorre, quindi, integrare la pensione obbligatoria con una previdenza complementare cosi da garantirsi un tenore di vita adeguato alle proprie esigenze anche dopo il pensionamento.
Ma che cosa si intende per previdenza complementare?
Previdenza complementare significa accantonare regolarmente una parte dei propri risparmi durante la vita lavorativa cosi da ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dalla previdenza obbligatoria.
Essa si basa sul regime della contribuzione definita, pertanto l'ammontare della posizione individuale dipende dall'importo dei contributi versati alla forma pensionistica complementare, la durata del periodo del versamento e il rendimento ottenuto con l'investimento sui mercati finanziari dei contributi versati.

fonte: www.covip.it Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

Cessione del Quinto

Si parla di cessione del quinto quando, alla banca del dipendente di azienda privata, viene messo a disposizione come garanzia del prestito il TFR accantonato dal dipendente.
Alla stipula del contratto, infatti, il lavoratore dovrà firmare una dichiarazione di vincolo al TFR cosicchè se il lavoratore  perde il posto di lavoro il TFR verrà versato alla banca fino alla copertura del debito.

lunedì 23 giugno 2014

Anticipazione del TFR

Quando un lavoratore dipendente ha maturato otto anni di anzianità presso la stessa azienda può richiedere al datore di lavoro un'anticipo fino al 70% sul TFR accantonato. Questo anticipo, però, può essere richiesto solo per spese documentate quali:
  • spese sanitarie, per terapie ed interventi straordinari;
  • acquisto della prima casa di abitazione per sè o per i propri figli;
  • spese da sostenere durante i periodi di fruizione dei congedi parentali (maternità e paternità);
  • spese per congedi di formazione.
Per i dipendenti pubblici o statali, invece, non è possibile richiedere un'anticipazione sul TFS (TFR).

www.elenacurrado.it

venerdì 20 giugno 2014

Dove può essere accontonato il TFR

Il TFR del lavoratore dipendente di un'azienda privata può essere accantonato:
  • presso l'Azienda stessa o presso il fondo nazionale INPS e in questi casi il capitale si rivaluta negli anni al tasso del 1,5% fisso più il 75% dell'inflazione registrata nell'anno;
  • presso un Fondo di Previdenza Integrativa Aperta;
  • presso un Fondo di Previdenza Integrativa di Categoria;
  • o sia presso un Fondo di Previdenza Integrativa Aperta sia di Categoria ed in questo caso il capitale ha un tasso di rivalutazione che è soggetto all'andamento del mercato monetario e finanziario.
Per i lavoratori dipendenti si un azienda pubblica o statale, invece, il TFR viene accantonato presso l'INDAP e prende il nome di TFS (Trattamento di Fine Servizio).

mercoledì 18 giugno 2014

TFR: Trattamento di Fine Rapporto

Il TFR o Trattamento di Fine Rapporto è una somma che il lavoratore subordinato percepisce quando cessa un rapporto di lavoro per una qualunque causa, dal licenziamento, alle dimissioni, al pensionamento.
Esso si determina accantonando per ciascun anno di lavoro una quota pari al 13,5 della retribuzione lorda. Gli importi accantonati sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito 
A garanzia del TFR vi è un fondo istituito presso l'INPS, il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto, il quale ha lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro, in caso di insolvenza, nel pagamento del trattamento di fine rapporto.

fonti www.wikipedia.org, www.inps.it
        

lunedì 16 giugno 2014

SICAV e Polizza Puro Rischio

Le SICAV, Società Investimento a Capitale Variabile, sono società per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto l'investimento collettivo raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni.

La polizza puro rischio è una polizza di assicurazione che paga un capitale ai beneficiari in caso di morte.

fonte: www.wikipedia.org

Le CACs

Il 1° gennaio 2013 è entrata in vigore una nuova norma che accompagna l'emissione di titoli del debito pubblico, le CACs, Clausole Azione Collettive.
Queste CACs sono già previste nel trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), si tratta di un fondo salva-stati e a cui l'Italia ha aderito nel settembre del 2012.
Ma che cosa sono le CACs?
Le CACs danno la possibilità, ad uno Stato che versa in condizioni di crisi, di ricontrattare interessi, scadenze, rimborso cedole e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. 
Gli accordi europei, però, prevedono che l'emissione dei titoli di debito pubblico con le CACs non sia superiore al 45% del totale emesso in un anno.
Con le CACs, quindi, i titoli di Stato, BOT e BTP, non sono più garantiti dallo Stato stesso in quanto gli accordi precedentemente presi si potranno rinegoziare.

venerdì 13 giugno 2014

Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, costituito nel 1987, è un consorzio obbligatorio di diritto privato riconosciuto dalla Banca d'Italia.
Il suo scopo è quello di garantire i depositanti delle banche consorziate.
Tutte le banche italiane aderiscono al FITD ad eccezione di quelle di credito cooperativo, le quali aderiscono ad un apposito fondo.
Le succursali delle banche facenti parte dell'EU operanti in Italia possono aderire al fondo cosi da integrare la tutela offerta dal sistema di garanzia dello stato di appartenenza.
Per le succursali di banche extracomunitarie, invece, c'è l'obbligo di adesione salvo che non partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente.

fonti www.fitd.it, www.wikipedia.org
        
www.elenacurrado.it

martedì 10 giugno 2014

Il Conto Deposito

Oltre al conto corrente esiste un'altro tipo di conto: il conto deposito.
Esso si differenzia dal c/c per il fatto che è un conto con funzionalità limitate, cioè il suo unico scopo è quello di fruttare interessi sul patrimonio. questo tipo di conto, a sua volta, può essere di due tipi: il conto deposito libero e il conto deposito vincolato.
Il primo è un conto con il quale  la banca si obbliga a restituire il capitale al cliente nel momento in cui esso lo richieda mentre il deposito vincolato il cliente potrà richiedere il denaro solo ad una certa data. Generalmente la durata di un conto deposito va dai 18 mesi ai 5 anni e anch'esso è coperto fino a 100 mila euro dal Fondo Interbancario a Tutela dei Depositi.

venerdì 6 giugno 2014

Bce: il Piano Draghi contro la Deflazione

La banca centrale europea, ieri 5 giugno 2014, ha varato quattro misure per cercare di affrontare la mancata crescita dell'euro zona e il nuovo peggioramento dell'inflazione oltre alla paralisi del credito.
Mario Draghi, presidente della Bce, non ha comunque escluso ulteriori interventi "se ce ne sarà la necessità".
Il piano Draghi prevede:
  • tasso di riferimento dell'area euro è passato dallo 0,25% allo 0,15% (manovra già attesa dai mercati);
  • taglio dei tassi d'interesse sui depositi overnight delle banche presso la Bce è per la prima volta negativo (tasso applicato alle banche che depositano fondi alla Bce -0,10%). Il tasso negativo sui depositi dovrebbe incentivare le banche a mettere in circolazione il denaro favorendo il ribasso dell'euro;
  • Il Tltro è l'elemento centrale del pacchetto di misure annunciate ieri. L'iniezione di liquidità alle banche è finalizzata alla concessione di prestiti all'economia reale ovvero prestiti a imprese e famiglie (escludendo i mutui, per evitare bolle immobiliari, e lasciando fuori l'acquisto di titoli di stato come avvenne con Ltro).
  • La Bce si appresta ad acquistare titoli cartolarizzati (Asset Backed Securities) basati su prestiti al settore privato dell'euro zona sempre per far ripartire il credito.
Dal pacchetto di misure manca soltanto lo strumento più incisivo della politica monetaria il QE, un allentamento monetario con la quale la Bce si pone come acquirente di titoli di stato con denaro creato ex novo col fine di incentivare la crescita economica.

Draghi è fiducioso, le misure annunciate hanno l'obiettivo di riportare l'inflazione verso il 2% (rilevazione di maggio eurozona inflazione 0,5%).

Il Conto Corrente

Il conto corrente (c/c) è un contratto tra la banca e il cliente attraverso il quale la banca custodisce e gestisce i risparmi del cliente fornendo una serie di servizi.
I principali servizi offerti dalla banca sono: bancomat, carta di credito, carta prepagata, libretto assegni, bonifici, accredito dello stipendio, domiciliazione delle bollette, ecc...
Il conto corrente può essere intestato ad un solo soggetto o avere più intestatari.
L'identificazione del conto corrente, in Italia, avviene attraverso l'IBAN composto dal codice ISO 3166-1 dello Stato (IT), dal codice identificativo bancario (ABI-CAB) e dal numero di c/c.
A tutela dei conti correnti troviamo il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi il quale salvaguardia ogni intestatario fino ad un massimo di 100 mila euro.

martedì 3 giugno 2014

Tutela del Patrimonio dei Fondi e Rischi dell'Investimento

Il patrimonio dei fondi è sempre tutelato perchè è distinto da quello delle Sgr che lo amministra.
Il portafoglio è inoltre custodito da un soggetto distinto, la cosiddetta banca depositaria, che verifica-come una specie di notaio-che le operazioni di compravendita siano conformi al regolamento del fondo e alle norme vigenti. In ogni momento e in ogni situazione, quindi anche in caso di fallimento della Sgr o della banca, le quote del fondo restano al sicuro e di esclusiva proprietà dei risparmiatori.

I rischi e le opportunità dell'investimento in un fondo sono legati all'andamento dei mercati finanziari e dei titoli che il fondo ha acquistato. Se si tratta di azioni, il rischio (ma anche la possibilità di guadagno) è maggiore. Se si tratta di titoli di stato e obbligazioni, rischio e possibilità di guadagno sono minori.

Il fondo è lo strumento ideale per limitare al massimo i rischi. I gestori, infatti, investono in decine e spesso centinaia di titoli diversi, riducendo al minimo le perdite causate dal fallimento o dal cattivo andamento di una singola società. Questa strategia si chiama diversificazione. Mettiamo il caso del grande crac di una singola impresa: il valore dei suoi titoli, azioni o obbligazioni, si riduce a zero e per i risparmiatori che li hanno comprati in proprio è un disastro totale. Essi, infatti, si ritrovano in mano carta straccia. Ma per i fondi che hanno quel titoli in portafoglio le conseguenze sul rendimento annuo sono assolutamente minime: un solo titolo in perdita, su cento o più titoli, incide pochissimo.


fonte ASSOGESTIONI




martedì 27 maggio 2014

Cosa Succede al Fondo Quando i Mercati Scendono

La cosa da evitare assolutamente è seguire l'emotività, prendendo decisioni d'impulso.
Quasi sempre seguire le emozioni porta a cattivi risultati, come hanno dimostrato autorevoli studiosi di psicologia applicata al comportamento degli investitori, a cominciare da Daniel Kahneman, premio Nobel per l'economia nel 2002 (Finanza Comportamentale). Le vendite sotto l'effetto del panico di solito sono le più disastrose, perché coincidono con i momenti di maggiore discesa dei prezzi: è il contrario di quello che un buon investitore dovrebbe fare.
Il primo consiglio è di ricordarvi dei vostri obiettivi, la rotta che avevate scelto e il tempo che avevate preventivato per raggiungere la meta. Perché avete investito in quel modo?  Per quanti anni avevate previsto di tenere i soldi impegnati? Le prospettive sono cambiate oppure no?
Un altro consiglio è di guardare come si comportano i grandi maestri, che sanno andare contro corrente, mantenendo il sangue freddo e comprando sui mercati finanziari come si fa nei saldi, quando si individuano, sui banchi e nelle vetrine, prodotti di grande valore offerti a un prezzo molto conveniente.

fonte ASSOGESTIONI

www.elenacurrado.it


martedì 20 maggio 2014

Vantaggi dell'investire in un Fondo Comune di Investimento

I vantaggi dell'investire in un Fondo Comune di Investimento sono principalmente due:
  • trasparenza: perchè tutti i siti internet della società di gestione pubblicano i dati sull'andamento dei propri fondi. Queste informazioni si possono trovare anche sui siti specializzati o sulle pagine di economia dei quotidiani;
  • flessibilità: perchè chi sottoscrive un fondo può uscire liberamente quando vuole, in qualsiasi momento. Nella maggioranza dei casi non è prevista neanche una minima commissione di uscita. Ovviamente, quando si esce si incassa il controvalore delle quote possedute secondo la quotazione del momento: se il valore delle quote è cresciuto rispetto al momento dell'investimento, c'è un guadagno rispetto al capitale iniziale. Se il valore è diminuito, c'è una perdita.
Anche nell'investimento ci sono le stagioni, bisogna dare tempo ai capitali di maturare e fare frutti. L'investimento in un fondo non è speculazione. Chi punta a tanto guadagno in poco tempo, con i fondi ha sbagliato indirizzo. Più alto è il rischio, più l'orizzonte temporale dell'investitore deve allungarsi.
Importante è la valutazione dell'investimento, da effettuare periodicamente, 1 o 2 volte l'anno, insieme al consulente di fiducia per definire eventuali modifiche al portafoglio di fondi.

fonte ASSOGESTIONI

www.elenacurrado.it 

lunedì 19 maggio 2014

APF-Organismo per la tenuta dei Promotori Finanziari


L'Organismo per la tutela dei Promotori Finanziari (APF-albo promotori finanziari) è un'associazione di diritto privato costituita nel 2007 dalle Associazioni professionali rappresentative dei Promotori (ANASF) e dei soggetti abilitati (ABI, Assoreti) preposta alla tenuta dell' Albo unico dei Promotori Finanziari (art. 31, comma 4, TUF). 
Operativo dal 2009, l'APF iscrive nel proprio Albo i Promotori che ne hanno i requisiti, verifica la permanenza degli stessi nel tempo, procede alle cancellazioni, riscuote i contributi dovuti dagli iscritti e da chi ne richiede l'iscrizione, organizza e gestisce le prove valutative per l'idoneità professionale (art. 100 del regolamento Consob 16190/2007).
Ovviamente l' APF è sottoposto alla vigilanza della Consob.
L'Organismo cura diversi progetti istituzionali a favore dell'accesso alla professione e della valorizzazione del ruolo e della professionalità dei Promotori Finanziari.



mercoledì 14 maggio 2014

Il Ruolo del Promotore Finanziario

Nella pianificazione finanziaria, il fai da te può rivelarsi pericoloso.
Un professionista capace e preparato può aiutare a capire quali sono i reali obiettivi, definire il livello di rischio tollerabile e anticipare eventuali scenari, ottimisti e pessimisti, in modo da rendere chiaro cosa aspettarsi e cosa non aspettarsi dall'investimento.
Il Promotore Finanziario è una persona competente in materia finanziaria, in grado di delineare le pontenzialità delle diverse soluzioni d'investimento disponibili. Negli ultimi anni le possibilità di scelta si sono infatti moltiplicate, aumentando la sofisticazione e la complessità del mercato.
La necessità di un occhio clinico è quindi fondamentale per i non addetti ai lavori.
Stabile un rapporto di reciproca fiducia potenzia l'accuratezza della diagnosi nella definizione del profilo di rischio/rendimento e soprattutto facilita la sua manutanzione: sia ordinaria, cioè i normali aggiustamenti per riallineare la composizione del portafoglio alle esigenze dell'investitore nel tempo, sia, soprattutto, straordinaria, dettata dai momenti di crisi dei mercati. In queste fasi il consulente deve rappresentare un interlocutore affidabile per il cliente, in grado di spiegare cosa stia succedendo e valutare perchè sia necessario o meno effettuare delle modifiche agli investimenti selezionati.

www.elenacurrado.it

martedì 13 maggio 2014

Quanto costa un Fondo Comune di Investimento

I costi sono riportati nel Prospetto Informativo.
Il principale è la commissione di gestione: si tratta di una percentuale prestabilita prelevata dalla società di gestione direttamente dal patrimonio del fondo, in parte a titolo di remunerazione per l'attività di gestione professionale svolta, in parte destinata a remunerare la distribuzione, vale a dire le banche o/e le reti di promotori che collocano il fondo presso i risparmiatori. Il valore della quota pubblicato dai giornali è quindi al netto dei costi di gestione. Ogni anno le Sgr pubblicano il cosidetto TER (Total Expense Ratio) che misura in termini percentuali tutti i costi che hanno interessato il fondo nell'esercizio precedente.

Adempimenti fiscali: tassazione delle plusvalenze
I guadagni realizzati con i fondi non devono essere inseriti nella dichiarazione dei redditi.
La tassazione avviene soltanto nel momento in cui si esce definitivamente dal fondo o si percepiscono i proventi: se c'è guadagno, la società di gestione trattiene l'imposta e quindi la somma finale incassata è già al netto; se c'è una perdita, matura a vantaggio del risparmiatore una minusvalenza che potrà essere detratta da plusvalenze realizzate su altri investimenti.

fonte ASSOGESTIONI

www.elenacurrado.it


lunedì 12 maggio 2014

L' Inflazione

Più sale il prezzo dei beni che acquisti e dei servizi che utilizzi, meno valgono i tuoi soldi. L'inflazione, nel tempo, può ridurre anche di molto il potere d'acquisto se non si fa nulla per contrastarla.
Nella pianificazione di un investimentimento è fondamentale tenere presente l'impatto dell'inflazione. L'obiettivo di ogni investitore dovrebbe essere quello di incrementare il valore del proprio patrimonio a un tasso superiore rispetto a quello dell'aumento dei prezzi dei beni di consumo. Occorre perseguire rendimenti "reali" positivi, cioè depurati dall'effetto dell'inflazione.
Anche se tenere i soldi in banca può sembrare la scelta più prudente, bisogna considerare che ai tassi di interesse nominali dei depositi va sottratto il tasso d'inflazione con il risultato che il tasso d'interesse reale può risultare decisamente ridotto se non negativo. Nel lungo periodo, invece, gli investimenti più redditizi, e quindi più rischiosi, come quelli azionari, possono essere in grado di contrastare l'inflazione con maggiore efficacia. Questo perchè molte imprese hanno la possibilità di ridurre l'impatto dell'inflazione sui loro profitti, e dunque difendere le proprie azioni, compensandolo con un aumento dei prezzi dei loro prodotti.

 fonte BCE



mercoledì 7 maggio 2014

Società di Gestione del Risparmio, Società di Distribuzione

Piccolo dizionario dell'economia e della finanza

Società di gestione del risparmio: società incaricata di gestire attivamente il patrimonio di un fondo di investimento.

Società di distribuzione: soggetto che si occupa di promuovere e collocare le quote di un fondo d'investimento presso i risparmiatori, solitamente una banca o una Società di Intermediazione Mobiliare (SIM).

www.elenacurrado.it

Fondo comune d'investimento, Rendimento, Azione, Obbligazione

Piccolo Dizionario dell'Economia e della Finanza

Fondo comune d'investimento: strumento d'investimento nel quale molti risparmiatori affidano il proprio capitale in gestione a una società, ricevendo in cambio certificati detti "quote"; il titolare delle somme versate costituisce il patriomonio del fondo, che viene gestito in maniera unitaria e a cui i risultati ogni soggetto partecipa in proporzione alla percentuale di cui è in possesso.

Rendimento: variazione percentuale del capitale investito in un orizzonte temporale prestabilito, generalmente un anno.

Azione: titolo che rappresenta una quota della proprietà di una società.

Obbligazione: titolo di credito che prevede il pagamento di somme prestabilite di denaro (interessi) con il passare del tempo e il rimborso del capitale alla scadenza.

martedì 6 maggio 2014

Posso investire a rate?

Nei fondi comuni di investimento gli acquisti a rate si chiamano Pac: Piano di accumulo del capitale. Il Pac è una formula d'investimento in fondi comuni tramite versamenti periodici di tempo stabilito, in genere 5-10 anni, il risparmiatore si impegna a versare con la cadenza concordata un importo prefissato, come nel caso di un pagamento a rate. Ma l'impegno non è tassativo, come con le rate del mutuo o quelle dell'auto. Con i fondi non c'è alcun vincolo: i versamenti si possono modificare, sospendere o interrompere in qualunque momento senza penalità. In altre parole: si può variare l'ammontare della rata stabilita inizialmente, si può smettere di versare per un pò o anche smettere del tutto, senza problemi.
Il vantaggio del Piano di accumulo non è soltanto di poter dilazionare l'investimento nel caso in cui non si possa o non si voglia investire un certo capitale tutto in una volta. Scaglionare i versamenti nel tempo, infatti, permette di acquistare quote del fondo in tutte le condizioni di mercato, sia durante i rialzi sia durante i ribassi, mediando i prezzi e riducendo il rischio di perdite dovute a un'errata scelta di tempo.

fonte ASSOGESTIONI

www.elenacurrado.it

martedì 29 aprile 2014

Da che cosa dipende il rendimento di un fondo?

Il rendimento di un fondo non si può conoscere in anticipo.
Dipende dall'andamento dei mercati finanziari e dei singoli titoli nei quali è stato investito il capitale dei risparmiatori e dalla bravura del gestore.
Naturalmente, soprattutto nel caso di un fondo azionario, ha il suo peso anche il momento nel quale si investe: se i prezzi sono alti, vicini ai massimi, per ottenere un rendimento positivo occorrerà più tempo rispetto a un investimento fatto quando i prezzi sono bassi, lontani dai massimi.

fonte ASSOGESTIONI

www.elenacurrado.it

lunedì 28 aprile 2014

Stop alla Ritenuta sui Bonifici Esteri

L'abrogazione definitiva della ritenuta (art.4 decreto Renzi) rappresenta una semplificazione sia per gli intermediari finanziari sia per i contribuenti, che non dovranno più compilare alcuna autocertificazione per evitare l'applicazione della ritenuta.
L'entrata in vigore della ritenuta del 20% sui flussi finanziari provenienti dall'estero era già stata sospesa e differita al 1° luglio 2014. L'obbligo degli intermediari finanziari era quello quello di effettuare una ritenuta a titolo di acconto del 20% sui flussi di denaro provenienti dell' estero e destinanti a quei contribuenti soggetti alla disciplina del monitoraggio fiscale.
Secondo la legge 97/2013, entrata in vigore il 1° febbraio 2014, la ritenuta poteva essere evitata qualora il contribuente avesse autocertificato che il flusso di denaro in entrata dall'estero non ricadeva in una delle categorie reddituali menzionate nella norma.
Le attività finanziarie estere che costituiscono la fonte dei redditi di capitale e diversi percepiti da soggetti residenti in Italia, anche se riscossi tramite intermediari finanziari residenti in Italia, dovranno essere indicate nel quadro RW, nella sezione relativa al monitoraggio fiscale, qualora i redditi riscossi in Italia non abbiano seguito alcuna ritenuta all'atto del pagamento.


martedì 22 aprile 2014

Perchè investire in un fondo comune?

Nel fondo l'unione fa la forza. Tanti piccoli capitali sommati assieme ne creano uno che può essere investito nei mercati finanziari mondiali con vantaggi evidenti quali:
1) maggiore potere contrattuale;
2) accesso a numerose fonti informative;
3) ampie possibilità di diversificazione del portafoglio titoli.
In sintesi, al riparmiatore viene offerta la possibilità di contenere il rischio e incrementare le possibilità di guadagno. Senza contare l'altro grande vantaggio: i soldi sono affidati a professionisti - i gestori - che investono per mestiere con l'unico scopo di massimizzare il valore del capitale nel medio periodo.
I gestori sono professionisti che decidono quando e quali titoli comprare o vendere.
Devono investire rispettando il regolamento del fondo e seguendo le direttive che la società di gestione ha dato loro.
E' il professionista che lavora presso la banca o la società di promotori finanziari che ha il compito fondamentale di consigliare gli investimenti. Deve valutare la tolleranza al rischio del cliente prime di discutere e definire con lui gli obiettivi fondamentali, affiancandolo nelle scelte e aiutandolo a prendere decisioni di investimento consapevoli.

fonte ASSOGESTIONI

lunedì 21 aprile 2014

Tassazione Rendite Finanziarie dal 1° luglio 2014

E' in corso di approvazione la legge sulla spending review che contiene novità anche in merito alla tassazione delle rendite. A partire dal prossimo 1° luglio le plusvalenze e i dividendi relativi a partecipazioni non qualificate saranno tassati con aliquota del 26% in sostituzione dell'attuale tassazione pari al 20%.
L'incremento colpirà azioni, obbligazioni emesse da società private, interessi di conti correnti e conti deposito.
La tassazione dei redditi di capitale e diversi realizzati con riferiemento ai titoli di Stato italiani ed esteri resterà con aliquota del 12,5%, purchè gli Stati emmitenti appartengano alla cosiddetta white list.
I contribuenti avranno tempo fino al 30 settembre 2014 per comunicare al proprio intermediario finanziario la facoltà di affrancare i plusvalori latenti maturati al 30 giugno 2014, pagando un imposta del 20%. In tal modo la nuova aliquota del 26% sarà applicabile unicamente sul plusvalore maturato a partire dal 1° luglio 2014.


venerdì 18 aprile 2014

UE: Se la banca fallisce pagano gli azionisti, i creditori e i correntisti

L'assemblea del Parlamento europeo a Strasburgo ha definitivamente approvato il meccanisco unico di risoluzione bancaria che costituisce il secondo pilastro dell'Unione bancaria (il primo è il ruolo di supervisione della Bce sugli istituti di credito dell'Unione) in caso di fallimento della banca. Lo scrive il Wallstreetitalia.com.
La sua entrata in vigore sarà una garanzia per i contribuenti europei, che non dovranno più sostenere i costi di eventuali future crisi bancarie perchè a pagare saranno gli stessi istituti di credito, i cui contributi obbligatori alimenteranno il fondo.
Nel caso in cui una banca arrivi al fallimento, le perdite ricadranno su azionisti e creditori e, in ultima istanza, sui correntisti con depositi superiori a 100 mila euro (come successo a Cipro).
A regime, le risorse a disposizione del meccanismo unico (Srm, Single resolution mechanism) ammonteranno a 55 miliardi di euro, ma per arrivarci ci vorranno otto anni.

fonte soldiweb.it


www.elenacurrado.it

martedì 15 aprile 2014

Che cos'è un Fondo Comune di Investimento?

In questo post, a cui ne seguiranno altri sette, parleremo di una forma d'investimento che ha come scopo quello di consolidare e far crescere un capitale nel tempo: i Fondi Comuni di Investimento.


Un fondo comune di investimento è simile a una cassa comune, istituita da una società specializzata nella gestione dei risparmi ( SGR), nella quale cofluiscono i soldi di piccoli e grandi risparmiatori: in questi modo tutti possono beneficiare di un servizio d'investimento professionale che altrimenti sarebbe loro precluso per mancanza di competenze e per le dimensioni limitate del capitale disponibile.

I fondi comuni sono strumenti d'investimento particolarmente adatti ai risparmiatori e alle famiglie che investono con l'obiettivo di consolidare e accrescere un capitale nel tempo. Questi prodotti, inoltre, offrono la possibilità di diversificare ampiamente il portafoglio, cioè l'insieme dei titoli e prodotti finanziari in cui ognuno di noi investe i propri risparmi. Tutto questo grazie al supporto e alla consulenza di professionisti del settore che, - in linea con il ,mandato ricevuto dai clienti e l' obiettivo di ciascun fondo - investono e gestiscono quotidianamente le risorse raccolte.

I fondi sono sottoposti a un rigoroso sistema di controllo. A vigilare ci sono sia la Banca d'Italia sia la Consob (Commissione di controllo sulle Società e la Borsa).
Inoltre, tutte le informazioni relative ai fondi, dalle politiche di investimento ai costi e alle modalità di sottoscrizione e rimborso, sono descritte nel Prospetto Informativo depositato in Consob e che il risparmiatore deve richiedere all'atto della sottoscrizione.

fonte ASSOGESTIONI

martedì 8 aprile 2014

La pensione di domani

La generazione di chi oggi ha 30-40 anni risente della crisi che incide sull'evoluzione della retribuzione e sulla possibilità di fare carriera e dovrà contare su un puro assegno contributivo senza alcun intervento da parte dello Stato.
La mancata crescita dell'economia italiana si ripercuote pesantemente sulla rivalutazione dei contributi versati all'Inps che serviranno a calcolare la pensione dell'iscritto.
La questione interessa particolarmente i giovani, coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 30 dicembre 1995 e che rientrano nel cosidetto criterio di calcolo contributivo. In pratica il dipendente accantona il 33% della sua retribuzione, formando il montante contributivo che viene rivalutato in base al P.I.L., indice che riflette la capacità di un paese di far girare l'economia.
Se il P.I.L. ha un andamento piatto o negativo i contributi non si rivalutano, generando prestazioni che avranno perso potere d'acquisto.
Occore pertanto monitorare continuamente i diritti acquisiti in merito alle prestazioni previdenziali pubbliche e calcolare eventuali scostamenti rispetto alle proprie esigenze.
Preoccuparsi del proprio futuro per compersare in tempo i mancati introiti del primo pilastro.
L'esperienza dei genitori e dei nonni che hanno accrediti pensionistici mensili basati sul metodo retributivo ha ingenerato false sicurezze.
Occore appoggiarsi anche al secondo e al terzo pilastro della previdenza complementare: Fondi Pensione su base collettiva e Fondi individuali di previdenza, FIP, su base individuale.
Anche Francia e Regno Unito hanno introdotto da molti anni programmi d'investimento a lungo terminefiscalmente agevolati: Plan d' èpargne en actions (Pea) e gli Individual Savings Account.
La leva fiscale e il tempo sono due alleati preziosi per i giovani lavoratori in modo da rendere adeguate le entrate nel periodo più delicato della vita di un individuo.

venerdì 4 aprile 2014

Limite assegni bancari, intestazione e clausola di non trasferibilità

La normativa antiriciclaggio prevede che gli assegni bancari per importi pari o superiori a 1.000 euro devono sempre recare:
     -   il nome o la ragione sociale (ad esempio: la società prodotto in caso d'investimento; un terzo per  regolare una determinata transazione; a "se stesso" in caso di trasferimento di somme su rapporti a Lei intestati)
     -  la clausola di non trasferibilità.

In caso di violazioni la Banca è tenuta ad effettuare una segnalazione di infrazione al Ministero dell'Economia e delle Finanze che applica una sanzione amministrativa dall'1 al 40 percento dell'importo trasferito.

www.elenacurrado.it

martedì 1 aprile 2014

Aggiornamento imposta di bollo


Di seguito sono indicati i contenuti del Decreto Legge n. 201/2011 (cosidetto "Decreto Salva Italia") e le novità introdotte per l'anno 2014 della Legge Stabilità n. 147 del 27 dicembre 2013 in materia di applicazione dell'imposta di bollo proporzionale.

Applicazione dell'imposta di bollo proporzionale

L'imposta di bollo proporzionale è applicata sulle rendicontazioni periodiche alla clientela relative a prodotti e strumenti finanziari, anche non soggetti ad obbligo di deposito, ivi compresi i depositi bancari, ad esclusione delle polizze assicurative Ramo I e delle forme pensionistiche individuali di cui al D. Lgs 252 del 2005.

L'imposta di bollo proporzionale è calcolata sulla valorizzazione dell'ammontare complessivo dei prodotti e strumenti finanziari detenuti dal Cliente, a parità di intestazione, presso il medesimo intermediario, che è cosi tenuto ad applicare l'imposta, utilizzando le seguenti aliquote:

  • per l'anno 2013 l'aliquota è pari all' 1,5 per mille, con un  minimo di euro 34,20 e con un massimo di euro 4.500 (il limite massimo è applicabile solo se il Cliente è soggetto diverso da persona fisica);
  • a decorrere dall'anno 2014 l'aliquota sarà pari al 2 per mille e se il clinte è soggetto diverso da persona fisica l'imposta dovuta nella misura massima di euro 14.000 (è stato abolito il minimo pari a euro 34,20)
L'imposta di bollo proporzionale è determinata al termine del periodo rendicontato ovvero, in assenza di obbligo di rendicontazione, al 31 dicembre di ciascun anno.

Se le comunicazioni sono eleaborate periodicamente nel corso dell'anno, oppure in caso di estinzione o di apertura dei rapporti in corso d'anno, l'imposta è ragguagliata al periodo rendicontato.

mercoledì 26 marzo 2014

Le carte di credito contactless



Le carte di credito contactless ("senza contatto") sono un'applicazione della tecnologia RFIDA e a differenza delle carte tradizionali, dotate di banda magnetica o microchip, non richiedono l'inserimento fisico della carta nel lettore ma è sufficiente l'avvicinamento.

Il vantaggio di questo tipo di carte è che rendono la procedura di pagamento molto più rapida, a tale scopo per pagamenti sotto un certo importo (25 euro) la transazione viene effettuata offline (senza digitare il pin o firmare la ricevuta) e tutto avviene in pochi istanti.

Un altro importante aspetto è che queste carte pongono le basi per future applicazioni Near Field Communication (NFC) che prevedono l'associazione di un telefono NFC-enabled (ovvero con un sistema RFID read/write incorporato) o di un qualsiasi altro dispositivo (ad esempio tablet e smartphones) che permetteranno di effettuare transazioni di moneta elettronica o accedere servizi.

fonte wikipedia

venerdì 21 marzo 2014

SEPA: nuovi servizi europei di bonifico e addebito diretto RID


A partire dal 1' febbraio 2014 i servizi di pagamento di bonifico e addebito diretto Rid saranno rispettivamente sostituiti, ai fini dello sviluppo dell'Area Unica dei pagamenti in Euro (SEPA Single Euro Payments Area) dai nuovi servizi europei SEPA Credit Transfer (SCT) e SEPA Direct Debit (SDD). I nuovi servizi hanno caratteristiche e modalità di funzionamento del tutto simili ai servizi fino ad oggi utilizzati.
In particolare: 
- i bonifici nazionali e transfrontalieri saranno sostituiti dal servizio SEPA Credit Transfer (SCT), le cui principali caratteristiche sono: unica modalità di disporre bonifici sia in Italia sia in Europa, il codice IBAN (International Bank Account Number) e il codice BIC (Bank Identifier Code) unici, il codice di riferimento diventa il Transaction ID (in sostituzione dell'attuale CRO - Codice Riferimento Operazione);
- gli addebiti diretti RID, utilizzati per il pagamento di utenze domestiche, rate di prestito, ecc ... saranno sostituiti dal nuovo servizio SEPA Direct Debit (SDD). Quest'ultimo è lo strumento che permette di addebitare in modo automatico il conto corrente del cliente, sulla base dell'accordo preliminare (mandato) tra creditore (azienda creditrice) e debitore. Si differenziano in SEPA Direct Debit CORE (addebito preautorizzato rivolto ai consumatori - privati e famiglie - e ai non consumatori/micro imprese) e SEPA Direct Debit B2B (Business to Businness, per non consumatori/micro imprese, non consente al debitore la facoltà di rimborso del pagamento e ha tempi di esecuzione più ridotti).

www.elenacurrado.it

martedì 18 marzo 2014

La deflazione

Piccolo dizionario dell'economia e della finanza


La deflazione è un fenomeno di calo generalizzato dei prezzi.
Viene rilevata, come l'inflazione, sulla variazione media dei prezzi di un paniere di beni e servizi ed è dovuto solitamente da una debolezza della domanda. 
E' una dinamica dei prezzi pericolosa (combattuta anche dalle banche centrali) che spinge i consumatori a rinviare gli acquisti, accentuando i rallentamenti economici in cui la deflazione si manifesta.

Fonte "Il Sole 24 ore" dell' 8 marzo 2014

www.elenacurrado.it

lunedì 3 marzo 2014

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.