Rassegna stampa

martedì 15 settembre 2015

Pensioni, secondo ritocco dei coefficienti di trasformazione

Il ministero del Lavoro ha reso noti i nuovi coefficienti di trasformazione che si applicano sul montante contributivo versato dai lavoratori e rivalutato in base alle percentuali stabilite dall'Istat ogni anno.
Questi coefficienti prendono i contributi e li trasformano in pensione e sono più o meno alti in base all'età del soggetto e all'andamento della speranza di vita.
Più l'età si allunga, più si riducono, in quanto più a lungo il lavoratore sta in pensione.
I coefficienti per il triennio 2016-2018 saranno più piccoli rispetto a quelli applicati nel triennio 2013-2015, dal momento che nel frattempo sarà aumentata la speranza di vita degli italiani.
Questa è la seconda riduzione dopo quella durata dal 1996 al 2012.
L'attuale tabella dei coefficienti va dai 57 ai 70 anni.
Fino a 57 anni si passa dal 4.304% al 4.246%, a 66 anni si va dal 5.624% al 5.506% e a 70 anni si scende dal 6.541% al 6.378%.
Ad esempio se una persona ha versato all'Inps complessivamente 330 mila euro di contributi nell'arco della sua vita lavorativa se chiederà la pensione a 57 anni la quota annuale passerà dai 14.200 euro ai 14.000 euro, se la chiederà a 66  anni scenderà da 18.500 a 18.150 euro mentre la chiederà a 70 anni passerà da 21.600 a 21.000 euro.
Le differenze sono modeste, ma esse incideranno su tutte le  rate future  e fanno seguito a continue riduzioni che incidono quasi ogni anno sulle tasche degli italiani.
Chi ha raggiunto o raggiungerà il diritto alla pensione entro quest'anno e vuole evitare i nuovi coefficienti il termine ultimo per presentare la domanda è il 30 novembre per i lavoratori del settore privato e il 30 dicembre per i lavoratori del settore pubblico.


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